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Archivio della Categoria ‘Arte e Cultura’

    
Il Barbiere di Siviglia
Pubblicato il 01-08-2019

Il Carnevale del 1816 fu allietato dalla turbinosa rappresentazione del Barbiere di Siviglia, commissionata dal duca Sforza Cesarini al ventiquattrenne Gioacchino Rossini, astro nascente della musica.

    
La galleria prospettica di Borromini
Pubblicato il 25-01-2019

A Palazzo Spada, Francesco Borromini, tra il 1652 e il 1655, realizzò una delle opere più curiose: la galleria prospettica (visibile dal cortile). Ad un primo sguardo la galleria sembra spaziosa, lunga, con sullo sfondo una grande statua.

In realtà essa misura solo 9 metri in lunghezza. L’effetto prospettico si ottiene con un semplice ma arguto pavimento che sale e un soffitto che scende. Non solo: le colonne interne diventano progressivamente più piccole e la statua in fondo è piccolissima.

    
Il fortunato acquisto del cardinal Fesch
Pubblicato il 28-09-2018

All’inizio dell’Ottocento via dell’Orso era diventata la strada degli antiquari. Una delle persone cui piaceva curiosare nei negozi era il cardinal Fesch, zio di Napoleone, rinomato per la sua fortuna nel trovare oggetti pregevoli da collezionare.

Cercando in una montagna di vecchie cose in un negozio, egli trovò una tavola di legno dipinta, identica, a suo avviso, ad un’altra che aveva comprato anni prima. La prese per pochi denari e la portò a casa. Pulitala e messa a confronto con l’altra ebbe la già intuita rivelazione: aveva comprato il San Girolamo di Leonardo da Vinci, oggi conservato nella Pinacoteca Vaticana.

    
Decorazione del salone dei “Cento giorni”
Pubblicato il 18-05-2018

Paolo III decise di finanziare la decorazione ad affresco della grande sala dove, durante il Sacco di Roma, avevano trovato rifugio quei prelati assegnati poi come ostaggi ai Lanzichenecchi. Il salone venne chiamato dei “Cento giorni” perché la decorazione, affidata al Vasari, venne compiuta appunto in cento giorni e cioè dal 16 agosto al 23 novembre.

L’opera registrò l’ironico commento di Michelangelo al vanto del Vasari per la sua tempestiva esecuzione, stigmatizzato in un laconico “E si vede!”

    
Le artiste di Roma
Pubblicato il 04-05-2018

Roma ha dato i natali ad illustri protagoniste dell’arte contemporanea. Difficile elencarle tutte, ne segnaliamo alcune.

Benedetta (Cappa Marinetti), nata a Roma nel 1897, e morta a Venezia nel 1977, iniziò a frequentare lo studio di Giacomo Balla nel ’17, dove conobbe, Filippo Tommaso Marinetti, che sposò nel ’23. Iniziò nel movimento futurista con esercitazioni “parolibere” e un romanzo, per poi abbracciare l'”Aeropittura”. Abbandonerà questa attività dopo la morte del marito nel ’44.

Luce Balla (1904-1994), figlia del pittore Giacomo Balla, deve la sua formazione artistica agli insegnamenti del padre. Sue le famose serie dei “Notturni”.

Carla Accardi, nata a Trapani nel 1924, ma di formazione romana. Il clima culturale della città la convinse a trasferirivisi definitamene nel ’45. Conosce Consagra, Turcato, Attardi, Dorazio, Guerrini, Perilli e dà vita al rivoluzionario Gruppo Forma 1 impegnato sul fronte dell’arte astratta.

Giosetta Fioroni, nata a Roma nel 1932. Negli anni Sessanta è l’unica donna a far parte del gruppo Scuola di Piazza del Popolo, con Schifano, Angeli, Festa. Dagli anni ’90 si dedica alla ceramica.

Stefania Fabrizi, nata nel 1958, famosa per la rappresentazione dei corpi energumeni degli atleti, dei giganti e dei pugili, figure nude, asessuate, lisce, eroiche.

Paola Gandolfi, nata nel 1949, famosa per la rappresentazione di corpi spezzati. Figure prevalentemente femminili, sospese in dimensioni senza tempo, spazio ne’ gravità, colte nella frammentazione delle varie parti del corpo.

Ida Magliocchetti (1871-1938) attivista nei movimenti femministi italiani di fine ‘800, e all’inizio del secolo entra in contatto con gli ambienti del Divisionismo romano.

Antonietta Raphael, scultrice e pittrice, lituana di nascita nel 1895, ma di formazione e affermazione romana, dove morirà nel ’75. Con Mafai, suo futuro marito, Mazzacurati e Scipione, nel ’25 dà vita al sodalizio noto come Scuola di Via Cavour, di ispirazione espressionista.