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Santa Maria Minore
Pubblicato il 21-12-2007

No, non è una nuova basilica romana, è purtroppo una sorta di improvvisa riqualificazione della bella basilica di Santa Maria Maggiore, nel quartiere Esquilino, al centro di Roma.

Una basilica visitata da tantissimi turisti ogni giorno.

Santa Maria MaggiorePassando, questa mattina, nei pressi della basilica romana si poteva udire una voce che parlava ad un megafono, che incitava, che urlava, ora decisa ora furiosa, ed altre voci che rispondevano alla prima accogliendo le sue parole in grida di approvazione, decise anch’esse, un coro di scalmanati ed esasperati per chissà quale sconosciuta ragione.

Non è stato possibile capire ciò che veniva urlato, né ciò che veniva risposto. Non si urlava nella lingua ufficiale del nostro paese, l’italiano. Si urlava in una lingua a noi sconosciuta, incomprensibile, extra-europea.

Santa Maria MaggioreAvvicinandomi, percorrendo Via Daniele Manin, alle spalle della basilica, dove insolite e inopportune transenne recintano la bianca scalinata su quell’isola di sampietrini che toglie un po’ della bellezza alla basilica, scoprivo gli artefici di tutto quel chiasso. A chiunque, turista, passante, automobilista, veniva offerto uno spettacolo per nulla consono ad una basilica del centro storico di Roma né tantomeno ad una capitale europea.

Erano almeno un centinaio. Nordafricani. Una sorta di imam urlava a perdifiato una monotona cantilena al megafono e i proseliti del momento gli rispondevano in coro. Tutto nella loro incomprensibile lingua. Cosa dicevano? Cosa urlava quel tizio? A cosa li incitava? Cosa rispondevano tutti? Qualcuno, mi domando e mi domanderò sempre, si è posto queste domande? Quel qualcuno che, alla faccia del rispetto per la popolazione italiana, ha dato il permesso a degli stranieri di tenere un comizio alle spalle di una basilica, in pieno centro di Roma e per giunta nella loro lingua.

Santa Maria MaggioreMa non è tutto. Quell’isola pedonale è stata trasformata in una discarica abusiva. In terra c’erano chili di cartaccia e bottiglie di plastica, coperte arrotolate e imballate. C’era gente seduta in terra e gente che urlava. Qualcuno, a fine comizio, ha cominciato a raccogliere i cartoni. Avrà pulito tutto?

Su Via Cavour erano parcheggiati alcuni blindati della Polizia. Mi avvicino per chiedere informazioni ad un poliziotto seduto al volante di uno di essi. “Scusi, che manifestazione è?” Il poliziotto alza le spalle e mi risponde: “Vogliono il permesso di soggiorno.

Ed anche il giorno prima, ho saputo poi, erano là con cartelli che reclamavano i loro diritti e protestavano contro le espulsioni.

Benvenuti a Roma, dunque, Roma città aperta a tutto ciò che è degrado e reato. Non importa che a noi, in casa loro, non è assolutamente permesso fare tutto questo baccano. Noi siamo in Italia, paese un tempo sovrano, ora schiavo, ora teatro dei burattini.