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Archivio della Categoria ‘Cittadini Romani’

    
Elsa Morante
Pubblicato il 06-04-2018

La scrittrice nasce a Roma nel 1912,finiti gli studi liceali va a vivere da sola, dando lezioni di italiano. Sposa Alberto Moravia nel 1941 e in quello stesso anno viene pubblicato il suo primo libro, “Il gioco segreto”.

Vince il premio Viareggio con il romanzo “Menzogna e Sortilegio”, e lo Strega con “L’Isola di Arturo”. Viaggia in giro per il mondo con Moravia e Pasolini, ma l’esperienza della morte dell’amico, Bill Morrow, turberà per sempre la sua esistenza. Nel 1974 esce il suo terzo romanzo, “La Storia”, che ha un enorme successo di pubblico ma anche molte critiche.

Elsa Morante muore a Roma, a seguito di un infarto, nel 1985.

    
Paolina Bonaparte
Pubblicato il 02-03-2018

Figlio di Marianna Salviati e Marco Antonio Borghese era Camillo Borghese, che si era preso per moglie la sorella di Napoleone, Paolina.

Camillo era un tipo sempliciotto e alquanto rozzo, non certo adatto a dar soddisfazione e a governare una giovane donna vivacissima e preoccupata soltanto di esercitare il suo sport preferito, che era quello di procurarsi una serie di scandali da far inorridire la suocera. Paolina fece parlare tutta Roma, quando all’inizio dell’Ottocento, posò tutta nuda per il Canova.

Si racconta che alla richiesta dello scultore se non si sentisse in imbarazzo, abbia replicato che lo studio era ben riscaldato e che non aveva di che lamentarsi. Tuttavia Paolina non era cattiva. Quando il bel mondo in cui era vissuta le crollò addosso, se ne venne a Roma con la madre Letizia e restò con lei nel palazzo Bonaparte di piazza Venezia per assisterla amorosamente.

    
Cristina di Svezia
Pubblicato il 02-02-2018

Per quanto brutta, mascolina e prepotente, Cristina di Svezia fu per Roma una specie di regalo in quella seconda metà del Seicento: ebbe la capacità di valorizzare e aggregare intorno a sé i fermenti culturali più produttivi della città eterna.

Trasgressiva ed insolente, giocò il ruolo di regina, pur senza trono, fino in fondo, barattando il titolo regale per una religione, quando abbandonò il rigoroso luteranesimo e si convertì al cristianesimo abdicando in favore del cugino. Si guadagnò, così, l’invito a Roma da papa Alessandro VII. Protesse, amò e odiò al tempo stesso uomini e donne, ma soprattutto amò ogni forma d’ingegno umano, dalla scienza all’arte del teatro.

Con l’istituzione dell’Accademia Reale indicò la strada a quei letterati che s’incontravano nel suo palazzo, i quali dopo la sua morte avvertirono l’esigenza di perpetuarne l’opera, fondando l’Accademia dell’Arcadia, che rstò in vita fino al 1925.

    
Vittoria Colonna
Pubblicato il 05-01-2018

Rifuggendo da ogni mondanità Vittoria Colonna recitò per tutta la vita, con profonda convinzione, il ruolo della sposa fedele e inconsolabile, poetessa e letterata per diletto, alla quale solo la fede poteva offrire conforto, sorda alle maldicenze sulla infedeltà del marito guerriero Francesco d’Avalos, morto nel 1525 quando lei aveva trentaquattro anni.

Influenzata dalla dottrina di Juan de Valdès, secondo cui la salvezza dell’anima si sarebbe potuta conquistare con la sola fede e non attraverso pratiche religiose esteriori, Vittoria Colonna instaurò un profondo legame con Michelangelo.

L’artista, più grande di diciassette anni, rimase colpito dalla forza del suo credo e dalla sua severità morale. Il riformismo di Vittoria Colonna fece breccia nel cuore di Michelangelo proprio quando si apprestava a realizzare il Giudizio Universale. L’artista le dedicò alcune sue Rime e la ritrasse inserendola tra i personaggi del grande affresco per la Cappella Sistina.

    
Le cantanti di Roma
Pubblicato il 01-12-2017

Roma e le sue voci femminili. Anche qui, pochi nomi e tante scuse per le non volute omissioni. Prima tra tutte, Gabriella Ferri, grande interprete della storia della nostra città, trasformata in note nelle sue canzoni, in ritornelli come l’indimenticabile “dove sta Zazà”.

Con un salto fino ai giorni nostri, incontriamo subito Giorgia, figlia d’arte, vincitrice di due San Remo, un’interprete dalle grandi doti vocali, che ha conquistato il cuore della gente con canzoni come “Strano il mio destino” e “Girasole”. Ha collaborato con artisti come Bocelli, Pino Daniele, Alex Baroni, Zucchero.

L’esordio di Marina Rei risale a circa diciotto anni fa, seguito da una partecipazione a San Remo, dove vince il premio della Critica, e dall’uscita dell’album “Marina Rei”. “L’incantevole abitudine”, del 2002, viene definito il suo lavoro migliore, un disco dove riesce ad esprimere la sua personalità e la sua voglia di comunicare.

Syria, nella vita Cecilia Cipressi, inizia anche lei con San Remo, vincendo prima tra i giovani e piazzandosi poi terza nel ’97, tra i big. Pubblica il suo primo album con lavori di Claudio Mattone. E’ del 2000 il suo quarto album “Come una goccia d’acqua”, collabora con Antonacci, Jovanotti, Nannini e Pezzali. “Le mie favole” è l’ultimo lavoro uscito, seguito solo dal singolo “Mi consumi”. Conquista il pubblico con la sua voce, calda, sensuale, a volte aggressiva, viene amata per la sua simpatia e la sua semplicità.