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Archivio della Categoria ‘Cittadini Romani’

    
Le attrici di Roma
Pubblicato il 01-06-2018

Un compito impossibile quello citare tutti i volti femminili romani del cinema e della televisione. Altrettanto ingiusto, in un piccolo spazio dedicato alle donne di questa città, non nominarne alcuno. Per questo motivo, abbiamo fatto una rapida carrellata sul Novecento, chiedendo fin d’ora scusa per le omissioni, non volute.

Cominciamo con un sorriso ripensando a Bice Valori, briosa, spiritosa, poliedrica, divertente personaggio in più di quaranta film. Chi non ricorda le sequenze di “Riso amaro”, con un’indimenticabile Silvana Mangano, bellissima accanto a Gassman, futura sposa di Dino De Laurentis.

Altra bellezza tipica romana, Silvana Pampanini, vincitrice del concorso Miss Italia del 1946, che al tempo fece sognare milioni di italiani.

Nata nella capitale anche Giovanna Ralli, che inizia giovanissima con commedie e trova poi, diretta da Rossellini, spazio in ruoli drammatici come nel film “Era notte a Roma”.

Cosa dire dell’affascintante, ironica, sensuale Monica Vitti, impegnata con i più grandi registi italiani, Antonioni, Scola, Monicelli, ed anche con l’amato Alberto Sordi in “Polvere di Stelle”.

Un debutto da giovanissima per Ornella Muti, ideale della bellezza italiana, scoperta da Damiano Damiani, una lunga carriera lavorando con Nuti, Pozzetto, Celentano, ma interpretando anche ruoli drammatici con Risi e Monicelli.

Soprattutto al teatro appartiene Monica Guerritore, a lungo compagna di vita di Lavia, attrice impegnata sul palcoscenico con Edipo re, Macbeth, Riccardo III, Zio Vanja.

Ancora nomi che rappresentano la romanità: Nancy Brilli, attrice di teatro, cinema e televisione, e l’immancabile Sabrina Ferilli, simbolo giallo rosso della città.

    
Le artiste di Roma
Pubblicato il 04-05-2018

Roma ha dato i natali ad illustri protagoniste dell’arte contemporanea. Difficile elencarle tutte, ne segnaliamo alcune.

Benedetta (Cappa Marinetti), nata a Roma nel 1897, e morta a Venezia nel 1977, iniziò a frequentare lo studio di Giacomo Balla nel ’17, dove conobbe, Filippo Tommaso Marinetti, che sposò nel ’23. Iniziò nel movimento futurista con esercitazioni “parolibere” e un romanzo, per poi abbracciare l'”Aeropittura”. Abbandonerà questa attività dopo la morte del marito nel ’44.

Luce Balla (1904-1994), figlia del pittore Giacomo Balla, deve la sua formazione artistica agli insegnamenti del padre. Sue le famose serie dei “Notturni”.

Carla Accardi, nata a Trapani nel 1924, ma di formazione romana. Il clima culturale della città la convinse a trasferirivisi definitamene nel ’45. Conosce Consagra, Turcato, Attardi, Dorazio, Guerrini, Perilli e dà vita al rivoluzionario Gruppo Forma 1 impegnato sul fronte dell’arte astratta.

Giosetta Fioroni, nata a Roma nel 1932. Negli anni Sessanta è l’unica donna a far parte del gruppo Scuola di Piazza del Popolo, con Schifano, Angeli, Festa. Dagli anni ’90 si dedica alla ceramica.

Stefania Fabrizi, nata nel 1958, famosa per la rappresentazione dei corpi energumeni degli atleti, dei giganti e dei pugili, figure nude, asessuate, lisce, eroiche.

Paola Gandolfi, nata nel 1949, famosa per la rappresentazione di corpi spezzati. Figure prevalentemente femminili, sospese in dimensioni senza tempo, spazio ne’ gravità, colte nella frammentazione delle varie parti del corpo.

Ida Magliocchetti (1871-1938) attivista nei movimenti femministi italiani di fine ‘800, e all’inizio del secolo entra in contatto con gli ambienti del Divisionismo romano.

Antonietta Raphael, scultrice e pittrice, lituana di nascita nel 1895, ma di formazione e affermazione romana, dove morirà nel ’75. Con Mafai, suo futuro marito, Mazzacurati e Scipione, nel ’25 dà vita al sodalizio noto come Scuola di Via Cavour, di ispirazione espressionista.

    
Elsa Morante
Pubblicato il 06-04-2018

La scrittrice nasce a Roma nel 1912,finiti gli studi liceali va a vivere da sola, dando lezioni di italiano. Sposa Alberto Moravia nel 1941 e in quello stesso anno viene pubblicato il suo primo libro, “Il gioco segreto”.

Vince il premio Viareggio con il romanzo “Menzogna e Sortilegio”, e lo Strega con “L’Isola di Arturo”. Viaggia in giro per il mondo con Moravia e Pasolini, ma l’esperienza della morte dell’amico, Bill Morrow, turberà per sempre la sua esistenza. Nel 1974 esce il suo terzo romanzo, “La Storia”, che ha un enorme successo di pubblico ma anche molte critiche.

Elsa Morante muore a Roma, a seguito di un infarto, nel 1985.

    
Paolina Bonaparte
Pubblicato il 02-03-2018

Figlio di Marianna Salviati e Marco Antonio Borghese era Camillo Borghese, che si era preso per moglie la sorella di Napoleone, Paolina.

Camillo era un tipo sempliciotto e alquanto rozzo, non certo adatto a dar soddisfazione e a governare una giovane donna vivacissima e preoccupata soltanto di esercitare il suo sport preferito, che era quello di procurarsi una serie di scandali da far inorridire la suocera. Paolina fece parlare tutta Roma, quando all’inizio dell’Ottocento, posò tutta nuda per il Canova.

Si racconta che alla richiesta dello scultore se non si sentisse in imbarazzo, abbia replicato che lo studio era ben riscaldato e che non aveva di che lamentarsi. Tuttavia Paolina non era cattiva. Quando il bel mondo in cui era vissuta le crollò addosso, se ne venne a Roma con la madre Letizia e restò con lei nel palazzo Bonaparte di piazza Venezia per assisterla amorosamente.

    
Cristina di Svezia
Pubblicato il 02-02-2018

Per quanto brutta, mascolina e prepotente, Cristina di Svezia fu per Roma una specie di regalo in quella seconda metà del Seicento: ebbe la capacità di valorizzare e aggregare intorno a sé i fermenti culturali più produttivi della città eterna.

Trasgressiva ed insolente, giocò il ruolo di regina, pur senza trono, fino in fondo, barattando il titolo regale per una religione, quando abbandonò il rigoroso luteranesimo e si convertì al cristianesimo abdicando in favore del cugino. Si guadagnò, così, l’invito a Roma da papa Alessandro VII. Protesse, amò e odiò al tempo stesso uomini e donne, ma soprattutto amò ogni forma d’ingegno umano, dalla scienza all’arte del teatro.

Con l’istituzione dell’Accademia Reale indicò la strada a quei letterati che s’incontravano nel suo palazzo, i quali dopo la sua morte avvertirono l’esigenza di perpetuarne l’opera, fondando l’Accademia dell’Arcadia, che rstò in vita fino al 1925.