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Archivio della Categoria ‘Delinquenza a Roma’

    
Il Carcere di Regina Coeli
Pubblicato il 15-11-2019

E’ stato costruito tra il 1881 e il 1885 sotto la direzione dell’ingegnere Carlo Morgini del Genio Civile sull’area del demolito monastero di Santa Maria Regina Coeli, dal quale viene la denominazione del carcere.

Ma per i romani è semplicemente “er Coeli” e si dice che non si è romani autentici se non si è disceso almeno una volta nella vita “er gradino der Coeli“, ovvero il gradino che sta davanti all’ingresso del carcere.

    
Subire e morire a Roma
Pubblicato il 31-10-2007

Ormai non c’è più tregua, la delinquenza dilaga incontrollata nella capitale d’Italia, la povera Roma, ormai sempre più sprofondata nel degrado e nell’abbandono.

Abbiamo persino un assessore alla sicurezza, anche se non si capisce bene che cosa faccia, visto che l’ennesima donna ha subito violenza per opera del solito rumeno.

Il fatto è presto chiarito: una donna di 47 anni, in zona Tor di Quinto, è stata trascinata in una baracca, picchiata e violentata da un rumeno di 23 anni. Poi il balordo l’ha gettata in un fosso, tanto non serviva più. Adesso è ricoverata in coma all’ospedale Sant’Andrea.

Il sindaco di Roma, forse chiamato in causa dalla sua coscienza, si ritaglia un minuto di tempo nei suoi molteplici impegni politici e spinge per un decreto. Perché ci vuole un decreto per spazzare via da Roma questi barbari? Se vuole, caro sindaco, possono pensarci i cittadini, ma sappia che non sono buonisti come lei, ma avvelenati e ci andranno giù pesante con questa gentaglia che ci sta decimando, che sta minando il nostro tessuto sociale e culturale, che sta trasformando il nostro paese in un cesso pubblico intasato!

E a Montecitorio che cosa fa la casta? E’ troppo impegnata a ridistribuire cariche e ministeri, a reimpastarsi come argilla ammuffita, a rifiorire con nomi nuovi di nuovi partiti e vecchi volti incartapecoriti? Sono bravi a fare chiacchiere insulse e sterili, hanno trovato il paese della cuccagna, sia i politici, che sguazzano come porci dissanguandoci di tasse, sia gli immigrati, che possono entrare indisturbati e stuprare, rapinare e ammazzare come vogliono. E noi siamo nel mezzo, tartassati e annoiati dalla politica menefreghista e arraffa-tutto e colpiti a morte dalla violenza congenita degli sgraditi ospiti che abbiamo dovuto accogliere in nome di un deleterio umanitarismo.

E’ ora di ritornare romani, di ritornare italiani, perché con questa immigrazione selvaggia non abbiamo guadagnato nulla, ci siamo soltanto abbassati, sia culturalmente che socialmente, al livello della feccia che abbiamo accolto. Per qualche raro immigrato che lavora onestamente abbiamo pagato e stiamo pagando uno scotto troppo alto: la nostra stessa sopravvivenza.

    
Questi bravi, delinquenti rom
Pubblicato il 06-10-2007

Un’ennesima vittima nella “Roma sicura” proclamata dall’ultimo cittadino della capitale, un ennesimo reato finito nel sangue e in un funerale, in una vedovanza e in una figlia ormai orfana.

Luigi Moriccioli aveva 60 anni e percorreva, il 17 agosto, una pista ciclabile a Tor di Valle. Fu aggredito da due ragazzi rom, che volevano rapinarlo e lo hanno preso a bastonate.

L’uomo, dopo un’agonia di 49 giorni, è deceduto.

Questo è il risultato dell’incompetenza e dell’incapacità dell’ultimo cittadino di Roma, questo è il risultato della politica del buonismo e dell’umanitarismo, questo è stato il risultato dell’aver offerto perle ai porci, ai barbari, anzi, perché i reati che questi delinquenti commettono sono opera di veri e propri barbari, di gente che non ha il minimo rispetto per la vita umana, per la legalità, per la civiltà.

E chi ne ha fatto le spese sono stati, come sempre, i cittadini, non i balordi che girano con la scorta, con le auto blu, che vivono emarginati dalla vera vita vissuta dal popolino. Siamo noi ad essere a contatto con la realtà cittadina e, dopo aver subito l’ennesimo danno, dobbiamo sentire anche le belle parole di circostanza pronunciate a destra e a manca (più a manca che a destra, bisogna dire…) dei vari scaldasedie delle istituzioni italiane. La beffa finale.

Ma cosa volete che facciano a quest’assassino? Il processo ci sarà il 6 novembre e magari si concluderà come quello dell’altro rom che, ubriaco, ha spezzato la vita a 4 ragazzi: 6 anni ai domiciliari…

Quindi, per questo omicidio, gli vogliamo dare una bella sculacciata? Una bella tirata d’orecchie? Non troppo forte, però, in fin dei conti ha solo ammazzato una persona, poveraccio, avrà pure il diritto, un ragazzo rom, di rapinare un ciclista in santa pace?

Ma chi deve pensare alla sicurezza di Roma? Che cosa fa il Comune di Roma per garantire la sicurezza dei cittadini romani? Nulla.

Eppure la soluzione sarebbe molto semplice. Impacchettare tutti gli zingari della capitale, assieme a tutti quelli sparsi per il territorio italiano, e rispedirli a calci nel loro paese.

    
Sparatoria a Roma
Pubblicato il 27-09-2007

Ecco un altro episodio di delinquenza a Roma, la nostra povera Roma ormai completamente abbandonata dalle istituzioni, la nostra Roma che negli ultimi anni non ha avuto un sindaco, ma uno showman che ama farsi corteggiare dalle TV sciorinando belle parole che ancora incantano e seducono ebeti cittadini.

Una sparatoria a Roma, nel quartiere Trieste, una sparatoria fra immigrati dell’Est Europa, un morto e dei feriti, un regolamento di conti, forse, fra bande rivali. Sembra non esserci nulla di strano in queste parole, ma forse val la pena analizzarle tutte e trarre delle conclusioni.

  1. Perché degli immigrati posseggono armi in Italia?
  2. Perché ci sono bande di delinquenti dell’Europa dell’Est a Roma?
  3. Perché hanno perfino dei territori che controllano?
  4. Perché i cittadini romani (e italiani) devono essere esposti a questi pericoli per la presenza di delinquenti stranieri?
  5. Perché nessuno prende seri e radicali provvedimenti per risolvere questa piaga?

Domande che non hanno risposta. Ma sicuramente l’assessore alla sicurezza di Roma saprà spiegare perché a Roma queste bande di delinquenti stranieri agiscono indisturbate disgregando sempre di più quella che era la città più bella del mondo, mettendo in pericolo la vita dei cittadini romani, facendoci fare la figura degli inetti di fronte ai turisti e a tutto il mondo.

Nel frattempo consiglio di girare per Roma con un giubbotto antiproiettile e una guardia del corpo.

    
Roma in mano ai barbari
Pubblicato il 21-09-2007

Da Ponte Mammolo ci spostiamo a Tor Vergata. Da un attacco di cittadini esasperati dalla presenza di rom passiamo a una barbara aggressione a una donna. A uno stupro di gruppo. Da parte di stranieri, guarda caso con accento dell’Europa dell’Est.

I due giovani si erano appartati. E così i quattri delnquenti rompono i vetri dell’auto, tirano fuori i fidanzati, gonfiano di botte lui e, sotto i suoi occhi, stuprano la donna.

Ma state tranquilli, cittadini romani, a Roma c’è l’assessorato alla Sicurezza

Strano, nessuno si pronuncia sul fatto. Dove sono le critiche della consigliera regionale, del deputato e segretario romano, del consigliere della Provincia e dell’assessore alla Sicurezza? Questo episodio come lo classificate? Parliamo ancora di clima di tipo razzista? Parliamo ancora di politica di discriminazione razziale? Parliamo ancora di intolleranza? Parliamo ancora di caccia alle streghe? Vogliamo ancora condannare la giustizia fai da te?

Non sono nuovi i bravi cittadini dell’est europeo a questi episodi, hanno sempre dimostrato una particolare predisposizione per lo stupro e la barbarie. Ma noi cittadini dobbiamo essere tolleranti…

Viviamo in una Roma invasa dai barbari, della peggiore specie. Roma in mano ai barbari con la complicità delle istituzioni romane. Sì, ho scritto complicità, perché se le istituzioni se ne fregano, se non impediscono questi episodi con leggi severe e con controlli efficienti, allora sono complici.

Ma il Campidoglio ha altri programmi per Roma. Spreca soldi ed energie per una inutile e ridicola notte bianca, per feste e festicciole, per concerti e concertini. Che poi i cittadini romani siano alla mercè dei barbari che abbiamo fatto entrare con il deleterio abbattimento delle frontiere non importa. Basta sorridere in televisione e dire che tutto va bene.

Sorridete, allora. Ma abbiate il coraggio di farlo davanti alla ragazza stuprata dai barbari che amate tanto.