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Archivio della Categoria ‘Festività’

    
Feste giacobine
Pubblicato il 06-09-2019

Dopo l’avvento dei Bonaparte, le feste di Carnevale cambiano sede, dai palazzi dei nobili alle case della borghesia emergente. Durante il Carnevale del 1802, in casa del conte Bolognetti, di dà un banchetto in cui, come gioco carnescialesco, ogni ospite è invitato a presentarsi con una preparazione gastronomica.

Nasce quasi certamente da quello scherzo, la simpatica abitudine moderna delle riunioni amichevoli in cui ciascuno porta qualcosa.

    
Il Palio di Testaccio
Pubblicato il 07-08-2019

Un raro manoscritto del secolo XIV riporta l’organizzazione del palio di Testaccio, organizzato per le feste di Carnevale, e descrive come i caporioni nominati dal senato andassero in giro per i vari rioni accompagnati da un toro, con l’incarico di raccogliere le offerte di cibo necessarie alla festa: “Non se vedeva, se non fiaschi di vini de tutte le sorte, rosci et bianchi et sopresati saciccioni bolognesi cacicavalli pizze da pasta de provatura lengue vestute co’ li mazzi colarini…”.

Sin dal Medioeva, infatti, le feste di Carnevale acquisirono un carattere di solennità ufficiale, nonchè una grande importanza politica, tanto da essere regolate per secoli da veri statuti. Il popolo e le varie confederazioni di arti e mestieri partecipavano con entusiasmo all’organizzazione della “festa più grande del mondo”, cui assisteva lo stesso Pontefice.

    
La mascherata di Canova
Pubblicato il 02-08-2019

Dall’inizio dell’Ottocento, il denaro per le maschere di Carnevale scorre a fiumi. E’ rimasta negli annali la mascherata del 1805, che aveva per tema “Il convito degli dei”, di cui era stato pittore e regista Antonio Canova.

    
Le Ottobrate
Pubblicato il 21-06-2019

Erano la festa del vino. Moderne discendenti degli antichissimi Baccanali, i misteri dionisiaci celebrati dai pagani in onore di Bacco a ottobre, il mese consacrato alla vendemmia. Tra balli e canti, sfociavano nell’orgia. Misteri sacroprofani questi Baccanali diventarono nella Roma cristiana e pontificia le feste popolari tra le vigne suburbane e le osterie “fuori porta”.

Si organizzavano in allegre brigate il giovedì e la domenica d’ottobre, partendo dai diversi rioni della città, a piedi o sulle cartelle, le carrozze tirate da due focosi cavalli bardati e tintinnanti di sonagliere. Un ritrovo classico delle ottobrate era Testaccio, ai “prati del popolo romano”.

    
La Pasqua a Roma
Pubblicato il 17-05-2019

La festa è chiaramente religiosa, nella rievocazione della Resurrezione di Gesù, e viene a coronamento della Quaresima con il finale della Settimana Santa e le funzioni tipiche: dalla lavanda dei piedi, in memoria dell’atto di umiltà compiuto da Cristo sui dodici apostoli, e i sepolcri del giovedì alla Via Crucis con il papa al Colosseo il Venerdì, dalla Messa di mezzanotte alla benedizione Urbi et Orbi che il pontefice impartisce nelle varie “espressioni” di questo mondo.