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Danni alla Fontana del Nettuno di Piazza Navona
Pubblicato il 04-07-2008

Di nuovo alla carica, il popolo della notte romana non si fa sfuggire l’occasione di rovinare l’ennesima testimonianza storica ed artistica di Roma. Perché Roma è una città che ha due popolazioni: quella che vive di giorno, indaffarata tra il lavoro e la sua vita quotidiana, e quella che vive di notte, ebbra d’alcol e di quella strana euforia che prende l’uomo al calare delle tenebre. La notte è complice, nasconde, rende anonimi. La notte i controlli, che dovrebbero aumentare, vengono meno.

Le istituzioni italiane hanno più volte dimostrato di infischiarsene del patrimonio nostrano. Le forze dell’ordine sono giustamente troppo occupate a fare la balia agli scaldasedie di Montecitorio, la cui perdita farà sicuramente calare ogni italiano nel più cupo sconforto. E il cittadino resta solo, indifeso, assieme ai monumenti della sua città, punto di sfogo della barbarie notturna.

I danni che non hanno fatto i bombardamenti o le guerre che hanno insanguinato il nostro territorio nel corso dei secoli, vengono fatti adesso, nel cosiddetto tempo di pace, quella eterna, forse, che viene donata ai nostri monumenti dalla inciviltà dei viveur.

E così se prima era stata danneggiata la Fontana della Barcaccia, adesso è stata la volta della Fontana del Nettuno a Piazza Navona. Uno dei cavalli è stato privato di una tibia, tuttavia recuperata e in progetto di restauro. Restauro che costerà, ovviamente.

Mi chiedo chi pagherà: l’oscuro vandalo a cui si sta dando la caccia o le tasche del comune e, quindi, dei romani?

Per ora a pagare è stata Roma, la sua storia, la sua arte, i suoi tesori dall’incalcolabile valore.

    
Povera Barcaccia!
Pubblicato il 25-06-2007

Ancora la Fontana della BarcacciaFontana della Barcaccia ad essere protagonista della cronaca romana. Non è una mania di protagonismo la sua, non è l’insana voglia di essere sotto i riflettori dell’ultima notizia. La sua unica colpa è quella di essere una fontana storica in un centro storico di una storica città.

La città è Roma, la Capitale d’Italia, la Città Eterna un tempo Caput Mundi, ora ridotta a Caput Immundum (capitale sporca N.d.A.). La piazza è Piazza di Spagna, gremita di turisti ad ogni ora.

Il fatto: un americano a Roma, senza fissa dimora, col permesso di soggiorno scaduto, ha avuto la bella idea, in pieno giorno, di spogliarsi, nudo, e tuffarsi nella fontana. Il motivo: aveva caldo. Più che plausibile, chi, quando ha caldo, a Roma, non si spoglia nudo e si va a tuffare in una bella fontana, fregandosene della decenza e del pubblico pudore?

Due carabinieri in borghese, che passavano di lì, lo hanno notato e fatto uscire. E il bello è che l’americano si è pure meravigliato… non stava facendo nulla di male secondo lui… evidentemente nel gran paese civile che è l’America a tutti è concesso spogliarsi nudi e tuffarsi nelle fontane…

Il ragazzo, ventiduenne, è stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico.

Quello che mi chiedo è: perché prima di far entrare turisti e immigrati non si fa far loro un bel test sul comportamento da tenere in Italia? Perché, stranieri che venite a danneggiare e disonorare i nostri monumenti e i nostri tesori, non ve ne state a casa vostra? Sarebbe un bellissimo regalo per Roma e per l’Italia!

    
Danni alla Fontana della Barcaccia
Pubblicato il 15-05-2007

La notizia è fresca. Ieri notte, verso l’una, 4 stranieri, guarda caso dell’Europa dell’Est, guarda caso ubriachi, sono stati scoperti da alcuni passanti, che hanno avvertito i carabinieri, a fare danni all’interno della Fontana della Barcaccia situata in Piazza di Spagna, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti.

La Fontana della Barcaccia è un’opera del 1627, realizzata da Pietro Bernini su commissione di Papa Urbano VIII. Fontana della BarcacciaUn valore storico e inestimabile di Roma e dell’Italia, un patrimonio artistico che gentaglia come quella, senza storia né valori, non riesce a comprendere. E per puro gusto, per sfregio magari al paese che li ha accolti e li ospita, si sente in dovere di danneggiare.

I delinquenti avevano cominciato a staccare con un cacciavite lo stemma papale ed hanno praticato un foro di 4 centimetri per 2. Ma non è bastato loro far danni ai nostri tesori, no, hanno ovviamente fatto resistenza ai carabinieri, colpevoli di averli distolti dal loro passatempo del momento. Un carabinieri se la cava con 7 giorni di prognosi per una spalla lussata.

E noi, romani e italiani, dobbiamo stare a sopportare questa immigrazione selvaggia che crea danni e problemi peggio delle invasioni dei barbari. E le istituzioni che cosa fanno? Che cosa dice il nostro sindaco? Perché i nostri tesori non sono controllati a vista?