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Archivio della Categoria ‘Palazzi e case’

    
Decorazione del salone dei “Cento giorni”
Pubblicato il 18-05-2018

Paolo III decise di finanziare la decorazione ad affresco della grande sala dove, durante il Sacco di Roma, avevano trovato rifugio quei prelati assegnati poi come ostaggi ai Lanzichenecchi. Il salone venne chiamato dei “Cento giorni” perché la decorazione, affidata al Vasari, venne compiuta appunto in cento giorni e cioè dal 16 agosto al 23 novembre.

L’opera registrò l’ironico commento di Michelangelo al vanto del Vasari per la sua tempestiva esecuzione, stigmatizzato in un laconico “E si vede!”

    
La prima Università romana
Pubblicato il 11-05-2018

Il Palazzo della Sapienza, vicino piazza Navona, rievoca quello dell’antica università romana fondata da papa Bonifacio VIII nel 1303, che qui ebbe sede dal tempo di Eugenio IV fino al 1935, quando fu inaugurata la nuova Città Universitaria.

    
La prima istituzione rieducativa e assistenziale
Pubblicato il 09-02-2018

Il più grande edificio di Trastevere è l’Ospizio di San Michele. Fu un’iniziativa degli Odescalchi: di Tommaso, un prelato della curia, che nel 1679 fondò l’istituto romano di San Michele; di Benedetto il quale, divenuto papa col nome di Innocenzo XI, nel 1693 fece propria l’opera del congiunto e diede inizio ai lavori. Fu voluta per dare ospitalità e lavoro a quei ragazzi malcapitati che senza tetto, né ricovero, né arte per occupazione crescevano in mezzo alla strada a mille sconce ribalderie.

Ai fanciulli si aggiunse nel 1708 l’ospizio dei vecchi, nel 1735 quello delle ragazze traviate (in realtà un riformatorio), nel 1790-94 il ricovero per nubili povere, o zitelle. L’ospizio di San Michele cercò di razionalizzare l’assistenza pubblica e di concentrare in un solo luogo tutte le iniziative di carità.

    
La stagione d’amore nella “casa dei mostri”
Pubblicato il 22-12-2017

Al numero 30 di via Gregoriana c’è la “casa dei mostri“, un palazzo cinquecentesco di cui artefice è l’artista Federico Zuccari. Il curioso nome gli deriva da finestre e porte scolpite come gigantesche gole spalancate. Nel 1904 l’edificio venne acquistato da Enrica Hertz.

Proprio qui, nella “case dei mostri”, Gabriele D’Annunzio ambientò alcuni episodi chiave de Il Piacere. Da questa scelta nasce la seguente tradizione: coloro i quali non sono attratti dai giochi erotici devono osservare i mostri e toccare il portale. L’atmosfera di voluttà del libro dannunziano si dovrebbe trasferire nella mente del richiedente.