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Archivio della Categoria ‘Personaggi storici’

    
Prima ipnosi collettiva
Pubblicato il 25-10-2019

Il 15 giugno del 1789 tutto il sangue blu della città eterna si era dato appuntamento in Villa Malta per assistere ad alcuni esercizi divinatori illustrati da un signore tanto affascinante quanto impenetrabile: Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro. Il “mago” prese tra le mani una colomba bianca e iniziò a carezzarla.

Di colpo, tutte le lampade persero vigore e nel salone del ricevimento piombò il buio. Tutti nella sale credettero di vedere la stessa scena: una folla inferocita attreversava le strade di Parigi e piombava sulla Bastiglia, faceva a pezzi le guardie e liberava i prigionieri. Poi, ancora, la folla assaliva Versailles e catturava il re. Cagliostro aveva sottoposto gli ospiti a un fenomeno di ipnosi collettiva. Ma attenzione! La Bastiglia verrà assaltata il 14 luglio dello stesso anno.

    
La confessione di Lorenza
Pubblicato il 27-09-2019

Il 28 luglio 1789, la moglie di Cagliostro, la devota Lorenza, si recò nella chiesa di Santa Caterina della Rota per confessarsi. Il parroco, però, trascrisse parola per parola i “peccati” riferiti dalla donna e li inoltrò alla Curia.

Cagliostro venne arrestato e imprigionato a Castel Sant’Angelo, dove venne sbattuto nella stessa cella di Giordano Bruno e Tommaso Campanella: un buco con un pagliericcio abitato da una legione di vermi e il pavimento ricoperto da un esercito di topi. Tuttavia il veggente riuscì a non ammalarsi. Morirà molto più tardi nel Castello di San Leo.

    
Il banchetto di Agostino Chigi
Pubblicato il 28-06-2019

Il ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi organizzò nella villa fastosi ricevimenti e banchetti durante i quali faceva gettare nel Tevere i piatti d’argento che poi i servi recuperavano dalle reti predisposte nelle acque del fiume.

Uno splendido banchetto fu organizzato al papa Leone X in ambienti con pareti ricoperte di arazzi e con il pavimento nascosto da pregiati tappeti. Il papa rimproverò l’ospite per l’eccessivo sfarzo, ma quello rispose che la sua devota amicizia verso il pontefice era invece dimostrata dalla modestia del luogo e sollevò arazzi e tappeti mettendo a nudo le sue stalle.

    
L’arrivo a Roma di Vittorio Emanuele II
Pubblicato il 10-05-2019

L’arrivo di Vittorio Emanuele II a Roma il 31 dicembre si svolse quasi in sordina. Quando la notte di capodanno il re si affacciò a salutare la folla in attesa in piazza, lo fece dalla finestra del mezzanino, la terza a sinistra del torrione, perché dalla Loggia della Benedizioni poteva apparire un atto profano.

In effetti la prima fase dell'”insediamento” di Vittorio Emanuele a Roma come primo re dell’Italia unita avvenne in punta di piedi. Solamente l’alluvione del 28 dicembre 1870 aveva convinto il re a venire in visita privata nella nuova capitale, mentre Corte e Governo si trasferiranno solamente nel luglio 1870. E le prime decisioni che vennero prese riguardarono proprio la difesa di Roma dalle piene del Tevere.

Vittorio Emanuele regnò fino alla sua morte (1878).

    
Un nuovo porto per Roma
Pubblicato il 08-02-2019

Nel 42 d.C. l’imperatore Claudio, per ovviare al fenomeno di insabbiamento del porto di Ostia, promosse di scavare un nuovo bacino portuale a nord della foce del Tevere. La scelta fu criticata dai tecnici del tempo proprio perché l’insabbiamento causato dai detriti fluviali era maggiore sul lato scelto.

Il porto fu terminato dopo la morte di Claudio, sotto Nerone, e venne chiamato “portus ostiensis”. Le obiezioni degli esperti ben presto si dimostrarono fondate.

Fu l’imperatore Traiano a promuovere nel 106 un progetto grandioso per un secondo bacino portuale, interno e più riparato, dalla forma perfettamente esagonale. L’inaugurazione avvenne nel 113.