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Archivio della Categoria ‘Personaggi storici’

    
Una Porta Magica a Piazza Vittorio
Pubblicato il 23-11-2018

Il marchese Massimiliano Palombare, lì dove oggi si estende affogata dal mercato piazza Vittorio, alla fine del Seicento abitava in una splendida villa. Qui amava riunirsi l’eletto gruppetto degli ermetici romani, amanti delle filosofie classiche e delle scienze occulte.

Proprio nel giardino della superba dimora si apriva la celebre Porta Magica, l’unico monumento alchemico di Roma e uno dei pochissimi sopravvissuti al mondo. Ancora oggi la si può ammirare, o, almeno, quello che ne resta: il frontone, gli stipiti incisi con lettere ebraiche e segni alchemici, due statue grottesche e iscrizioni in latino.

La Porta rivela i segreti dell’alchimia, della pietra filosofale e della trasmutazione.

    
La morte di Goffredo Mameli
Pubblicato il 09-11-2018

Nato a Genova nel 1827, venne a Roma dopo aver partecipato alle Cinque Giornate di Milano. Ferito una prima volta a Porta Cavalleggeri il 30 aprile, fu nuovamente colpito a una gamba alla villa del Vascello il 3 giugno. Trasportato all’ospedale dei Pellegrini, morì per un’infezione mal curata un mese dopo, il 6 luglio 1849.

Nel 1941 a Roma, su via Garibaldi, fu eretto il “Monumento ai caduti per la causa di Roma italiana” che ricorda i patrioti morti a Roma tra il 1849 e il 1870. Numerose le lapidi con i nomi dei defunti nella cripta-sacrario, mentre in un sarcofago di porfido fu sepolto solo Goffredo Mameli.

E’ autore dei versi di “Fratelli d’Italia”, divenuto dal 1946 inno d’Italia con la musica di Novaro.

    
Il fortunato acquisto del cardinal Fesch
Pubblicato il 28-09-2018

All’inizio dell’Ottocento via dell’Orso era diventata la strada degli antiquari. Una delle persone cui piaceva curiosare nei negozi era il cardinal Fesch, zio di Napoleone, rinomato per la sua fortuna nel trovare oggetti pregevoli da collezionare.

Cercando in una montagna di vecchie cose in un negozio, egli trovò una tavola di legno dipinta, identica, a suo avviso, ad un’altra che aveva comprato anni prima. La prese per pochi denari e la portò a casa. Pulitala e messa a confronto con l’altra ebbe la già intuita rivelazione: aveva comprato il San Girolamo di Leonardo da Vinci, oggi conservato nella Pinacoteca Vaticana.

    
Beatrice Cenci
Pubblicato il 07-09-2018

Bella, dai lunghi capelli biondi, Beatrice Cenci ha vent’anni quando nel 1598 uccide a martellate il padre Francesco, con l’aiuto del fratello minore Giacomo e dell’amante Olimpio Calvetti. Ma quella morte Francesco se l’era meritata.

Padre-padrone, era sempre stato un uomo brutale e perverso, che massacrava i figli a legnate e li costringeva a subire una serie di abusi morali e fisici, spinto com’era anche da impeti incestuosi. Ma al processo Beatrice fu accusata di omicidio e condannata da papa Clemente VIII alla decapitazione.

    
Il Sacco di Alarico
Pubblicato il 10-08-2018

Il barbaro romanizzato generale Stilicone incarna per dieci anni la grandezza dei romani antichi con saggi provvedimenti amministrativi e sagaci azioni militari. Intanto la capitale è stata spostata nella più difendibile Ravenna. Ma la follia acceca l’elemento romano delle milizie che, sospettando Stilicone di intesa con Alarico re dei Goti, lo uccidono nel 408, in Ravenna.

Alarico, per ritorsione contro la Corte ravennate, marcia su Roma. Dopo un lungo assedio, la prende d’assalto. E’ il primo saccheggio di Roma che lascia senza fiato l’intero impero.

Si racconta che i Goti rubarono persino il tesoro del Tempio di Salomone preso dall’imperatore Tito nel 70. Secondo la tradizione la famosa Menorah, il candelabro a sette braccia, fu sepolto con Alarico nel fiume Basento, in Calabria, nella tomba che i suoi barbari scavarono nel letto del fiume dopo averne deviato le acque.