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Archivio della Categoria ‘Senza categoria’

    
Inaugurazione della Basilica di San Pietro
Pubblicato il 08-03-2019

Grazie alla politica di unificazione religiosa all’insegna del Cristianesimo dell’imperatore Costantino, i lavori di costruzione della nuova basilica dedicata a San Pietro, iniziati nel 315, videro la consacrazione nel 316 da papa Silvestro I.

Costantino aveva deciso di costruire la nuova chiesa sopra un antico santuario che ricordava il luogo di sepoltura dell’apostolo Pietro dopo il martirio per crocifissione a testa all’ingiù avvenuto presso il Circo di Nerone. Sulla povera fossa originaria scavata dai cristiani contemporanei di Pietro, papa Anacleto aveva fatto innalzare alla metà del II secolo una memoria o “trofeo”. Costantino diede inizio ai lavori per il nuovo edificio nel 315.

Questo venne consacrato il 18 novembre dell’anno seguente da papa Silvestro, e terminato nel 349. Di grandezza paragonabile all’attuale basilica, vantava cinque navate ricoperte da capriate e scandite da colonne, ed era preceduto da un atrio quadriportico con la vasca per le abluzioni al centro.

Nei mille anni successivi, fu arricchito continuamente di mosaici, affreschi, monumenti, edifici, tombe di pontefici e degli ultimi imperatori d’Occidente. Nel 1506, per volere di papa Giulio II, l’antica basilica, che ormai verteva in pessime condizioni, fu distrutta, e i lavori di ricostruzione iniziarono sotto la guida di Donato Bramante.

    
Giuditta Tavani Arquati
Pubblicato il 02-11-2018

L’autunno del 1867 fu uno dei più caldi che Roma avesse mai vissuto, nella storia del Risorgimento. In quegli anni era tornata a Roma da Venezia, dove era stata costretta a rifugiarsi per motivi politici, una giovane donna, una patriota Giuditta Tavani, insieme al marito, Francesco Arquati. La coppia, che aveva un bambino, era in attesa del secondo, e aveva trovato alloggio presso il lanificio dell’amico Giulio Aiani, in via della Lungaretta, luogo di raccolta di un gruppo di popolani che avevano scelto di lottare per la libertà. Il 22 ottobre del 1867 erano tutti riuniti per discutere il programma d’azione per l’ennesimo attentato contro le forze papaline.

All’improvviso, un drappello di Zuavi puntò direttamente verso casa Aiani, a seguito di qualche soffiata. Si dette l’allarme ai rivoltosi. I gendarmi circondarono l’edificio. Si sparò dalle finestre e dai tetti. Giuditta aveva raggiunto il marito sul tetto e gli dava manforte passandogli la carica delle armi. Ma tutto fu inutile e l’essersi arresi non salvò la pelle di quei poveretti.

Giuditta fu uccisa ed ebbe il ventre squarciato. Al cadavere dell’eroica popolana furono rubati l’orologio e la “broche”. Giuditta fu eletta simbolo del coraggio delle popolane romane. A lei è intitolata una piazza di Trastevere.