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Archivio della Categoria ‘Storia di Roma’

    
Giotto a Roma
Pubblicato il 20-11-2020

Giotto arrivò a Roma nel 1300, chiamatovi per l’Anno Santo da papa Bonifacio VIII. La chiamata del pontefice lo costrinse a sospendere il lavoro ad Assisi nella chiesa superiore di San Francesco, dove stava affrescando la Leggenda di San Francesco.

Testimonianze della sua presenza a Roma sono: il Polittico Stefaneschi, eseguito per la basilica di San Pietro e oggi conservato nella Pinacoteca Vaticana; il frammento dell’affresco di San Giovanni in Laterano che ritrae Bonifacio VIII che indice l’inizio dell’anno giubilare.

Al pari di Dante nella poesia, Giotto portò a maturazione il processo di rinnovamento della lingua pittorica italiana.

    
Il processo del cadavere
Pubblicato il 13-11-2020

L’evento più famoso di cui fu teatro l’antica basilica fu il cosiddetto Processo del cadavere che avvenne nel febbraio 897. Il cadavere in questione era quello di papa Formoso (891-896), colpevole da vivo di aver favorito il partito filogermanico in opposizione a quello nazional-spoletino, tanto da incoronare imperatore Arnolfo e non Lamberto di Spoleto.

A istruire il processo fu il suo successore Stefano VI per espressa volontà di Agertrude, madre di Lamberto. Il cadavere del papa, in una macabra adunanza di cardinali e vescovi, strappato al sepolcro, fu abbigliato con paramenti pontifici e messo a sedere sul trono. L’avvocato di papa Stefano certificò all’orrenda mummia i capi d’accusa, mentre un giovane diacono tutto tremante fungeva da avvocato difensore.

Stefano chiese al morto con furia: “Come hai potuto, per la tua folle ambizione, usurpare il seggio apostolico?” L’avvocato di Formoso addusse qualcosa. Il cadavere fu riconosciuto colpevole e condannato: trascinato per Roma e gettato nel fiume.

    
La Villa Medici
Pubblicato il 02-10-2020

Imperdibile meta per gli innamorati è Villa Medici, che porta questo nome da quando il cardinale Ferdinando de’ Medici l’acquistò nel 1540 dandogli l’assetto mantenuto fino ad oggi. Vanta alcune curiosità astrologiche: all’interno apre sui giardini una loggia con leoni che ricordano il cardinale nato sotto il segno del Leone; sul soffitto della camera centrale dell’appartamento nobile, al di sopra della loggia (visitabile su prenotazione), figure femminili ostentano attributi di pianeti, e nei pannelli sono raffigurati i segni zodiacali. Nell’insieme rappresentano una sorta di talismano che doveva proteggere il cardinale al quale era stato predetto un destino glorioso.

Nel bosco, secondo una leggenda, abita il fantasma di Valeria Messalina. L’imperatrice trascorreva qui notte di orge con il suo amante Silio, che giunse a sposare in segreto, mirando a far assassinare Claudio. Il suo tradimento fu svelato e Claudio ordinò che venisse uccisa. Racconta Tacito che lei cercò rifugio nel bosco, dove la raggiunse il tribuno Narciso, che la trafisse con il pugnale.

    
L’ammaraggio di Francesco de Pinedo
Pubblicato il 22-05-2020

Nel pomeriggio del 7 novembre 1925 Francesco de Pinedo ammarò all’altezza dello scalo su lungotevere Arnaldo da Brescia con il suo idrovolante Gennariello dopo un’impresa transcontinentale durata sette mesi, che lo aveva portato fino in India, nelle Filippine e a Tokio.

    
Il censimento delle prostitute
Pubblicato il 24-04-2020

Precisa testimonianza dell’entità numerica delle prostitute, sotto il pontificato di Clemente VII, la si rinviene nella Descriptio Urbis o Censimento Gnoli del 1526. Quasi non esiste pagina in cui non vengano registrate prostitute, facilmente riconoscibili dal nome e dal luogo di provenienza: Pantasilea aretina, Lucretia da Bologna, Claudia francesa, Leonarda portuguesa, Regina tedesca.

Altre donne erano identificate con nome patronimico e dall’aggettivo vedova, nubile oppure dall’arte esercitata: Zanina scoparola, Magdala albergatrice. Qualche volta il mestiere esercitato copriva l’effettiva attività di prostituta più remunerativa.