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Archivio della Categoria ‘Storia di Roma’

    
Inaugurazione del primo Giubileo
Pubblicato il 13-04-2018

Bonifacio VIII Caetani di Anagni diede inizio ad un pontificato straordinario per vigore e per larga concezione di strategia ecclesiastica.

Ebbe l’idea dell’indizione di un Giubileo per l’anno 1300, che garantiva indulgenza plenaria, ossia la remissione dei peccati per tutti coloro che, nel rispetto dei sacramenti, confessati i loro peccati e ricevuta la Comunione, avessero fatto un pellegrinaggio e pregato sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo.

    
La Confraternita degli Agonizzanti
Pubblicato il 30-03-2018

Spettacolo sulla piazzetta era la sfilata in scure vesti dei confratelli che, all’inizio del Seicento, avevano costruito un luogo di riunione e di devozione sulle precedenti case medievali dei Gottifredi e ne era nata l’ancora esistente chiesetta della Natività.

Curiosamente la confraternita si dedicava all’assistenza dei malati terminali “degli Agonizzanti”. Ma le toccava, in gara con diverse altre confraternite cittadine, anche il compito della preparazione alla buona morte dei disgraziati sui quali la giustizia aveva scaricato i suoi verdetti.

In premio questa confraternita otteneva il privilegio annuale di liberare un condannato.

    
Il Sacco dei Lanzichenecchi
Pubblicato il 09-03-2018

Il nome di papa Clemente VII Medici resta soprattutto legato a quella catastrofe nella vita moderna dell’Urbe che viene indicata come Sacco di Roma e che venne provocata dalle oscillazioni della politica del Medici nei confronti dell’Impero di Carlo V d’Asburgo.

La spedizione punitiva scatenata dallo stesso imperatore, composta di truppe avide di bottino, fra le quali predominavano le fanterie dette dei Lanzichenecchi luterani, spregiatori del papato, rinnovò a Roma saccheggi e stragi dimenticati dopo le lontane invasioni barbariche. Una difesa improvvisata ma tenace, opposta dai mercenari svizzeri del papa e dalle formazioni militari popolari non potè impedire l’irruzione dalle porte Cavalleggeri e Santo Spirito.

Per circa un anno la città restò preda di efferatezze di ogni genere.

    
Roma come “terra di donne”
Pubblicato il 23-02-2018

Nel primi anni del Cinquecento Roma era già chiamata “terra di donne”. Vi giungevano da ogni parte d’Italia e anche dall’estero giovanissime di piacevole aspetto, accompagnate dalle rispettive madri che ne gestivano l’avvenenza, scegliendo ricchi clienti tra i rampolli delle casate dell’Urbe e con essi la certezza di poter condurre una vita agiata.

Queste donne non vanno scambiate con quelle poverette che si ammucchiavano nei tuguri di Ripa o Campo Marzio e distribuivano generosamente malattie e che, se arrestate, venivano sottoposte a castighi, quali l’esser battute con padelle o subire il 31 o il 79, vale a dire violenza continuata da quel numero di uomini.

    
Cristina di Svezia
Pubblicato il 02-02-2018

Per quanto brutta, mascolina e prepotente, Cristina di Svezia fu per Roma una specie di regalo in quella seconda metà del Seicento: ebbe la capacità di valorizzare e aggregare intorno a sé i fermenti culturali più produttivi della città eterna.

Trasgressiva ed insolente, giocò il ruolo di regina, pur senza trono, fino in fondo, barattando il titolo regale per una religione, quando abbandonò il rigoroso luteranesimo e si convertì al cristianesimo abdicando in favore del cugino. Si guadagnò, così, l’invito a Roma da papa Alessandro VII. Protesse, amò e odiò al tempo stesso uomini e donne, ma soprattutto amò ogni forma d’ingegno umano, dalla scienza all’arte del teatro.

Con l’istituzione dell’Accademia Reale indicò la strada a quei letterati che s’incontravano nel suo palazzo, i quali dopo la sua morte avvertirono l’esigenza di perpetuarne l’opera, fondando l’Accademia dell’Arcadia, che rstò in vita fino al 1925.