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Archivio della Categoria ‘Storia di Roma’

    
La Villa Medici
Pubblicato il 02-10-2020

Imperdibile meta per gli innamorati è Villa Medici, che porta questo nome da quando il cardinale Ferdinando de’ Medici l’acquistò nel 1540 dandogli l’assetto mantenuto fino ad oggi. Vanta alcune curiosità astrologiche: all’interno apre sui giardini una loggia con leoni che ricordano il cardinale nato sotto il segno del Leone; sul soffitto della camera centrale dell’appartamento nobile, al di sopra della loggia (visitabile su prenotazione), figure femminili ostentano attributi di pianeti, e nei pannelli sono raffigurati i segni zodiacali. Nell’insieme rappresentano una sorta di talismano che doveva proteggere il cardinale al quale era stato predetto un destino glorioso.

Nel bosco, secondo una leggenda, abita il fantasma di Valeria Messalina. L’imperatrice trascorreva qui notte di orge con il suo amante Silio, che giunse a sposare in segreto, mirando a far assassinare Claudio. Il suo tradimento fu svelato e Claudio ordinò che venisse uccisa. Racconta Tacito che lei cercò rifugio nel bosco, dove la raggiunse il tribuno Narciso, che la trafisse con il pugnale.

    
L’ammaraggio di Francesco de Pinedo
Pubblicato il 22-05-2020

Nel pomeriggio del 7 novembre 1925 Francesco de Pinedo ammarò all’altezza dello scalo su lungotevere Arnaldo da Brescia con il suo idrovolante Gennariello dopo un’impresa transcontinentale durata sette mesi, che lo aveva portato fino in India, nelle Filippine e a Tokio.

    
Il censimento delle prostitute
Pubblicato il 24-04-2020

Precisa testimonianza dell’entità numerica delle prostitute, sotto il pontificato di Clemente VII, la si rinviene nella Descriptio Urbis o Censimento Gnoli del 1526. Quasi non esiste pagina in cui non vengano registrate prostitute, facilmente riconoscibili dal nome e dal luogo di provenienza: Pantasilea aretina, Lucretia da Bologna, Claudia francesa, Leonarda portuguesa, Regina tedesca.

Altre donne erano identificate con nome patronimico e dall’aggettivo vedova, nubile oppure dall’arte esercitata: Zanina scoparola, Magdala albergatrice. Qualche volta il mestiere esercitato copriva l’effettiva attività di prostituta più remunerativa.

    
Inaugurazione del Colosseo
Pubblicato il 13-03-2020

L’Anfiteatro Flavio acquisì il nome di “Colosseo” per la colossale statua bronzea di Nerone, eretta dal tristemente famoso imperatore come decorazione dell’atrio della sua villa Domus Aurea.

L’imperatore Adriano, avendo deciso di smantellare il più antico atrio di Nerone per edificare il suo tempio di Venere e Roma, fece spostare l’enorme statua vicino all’anfitetaro.

Il Colosseo fu inaugurato da Tito con cento giornate di spettacoli per i romani, imperniati sulle “venationes”, cacce condotte da gladiatori contro animali esotici: 5000 tra leoni, elefanti, tori, pantere, ippopotami, coccodrilli, orsi, pantere e antilopi, furono uccisi nella sola giornata d’inizio.

    
Istituzione del Ghetto
Pubblicato il 14-02-2020

La sua istituzione fu decretata nel 1555 con una bolla di Paolo IV Carafa e sorse, nel quartiere tra Monte Cenci e il Teatro Marcello, piazza Mattei e il Tevere, con tanto di muro e tre porte, dalle quali gli ebrei potevano uscire tra l’alba e il tramonto, solo con permessi speciali e mai di notte. Al tempo di Sisto V (1585-90) il Ghetto è ampliato verso il Tevere e assume l’aspetto di un quadrilatero. Non sono più di tre ettari. Con le piene del Tevere sempre incombenti e al chiuso dal tramonto all’alba, le condizioni igieniche erano spaventose.

Frequenti erano nel Seicento le epidemie per mancanza di fontane pubbliche, tanto che per molto tempo gli ebrei bevvero acqua di fiume. In più si registrava un’interdizione da gran parte dei mestieri e dalla vita pubblica in un’emarginazione totale.

Le mura del “serraglio degli ebrei” verranno abbattute nel 1885.