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Archivio della Categoria ‘Storia di Roma’

    
L’occupazione francese
Pubblicato il 12-01-2018

Ecco le conseguenze della Rivoluzione Francese a Roma: i francesi non rinunciarono ad annettersi Roma e, trascinato in prigione papa Pio VI, il quale morì a Valenza nel 1799, proclamarono la Repubblica Romana il 15 febbraio 1798, fondata su un demagogico classicismo.

Il nuovo papa Pio VII Chiaramonti, eletto nel conclave di Venezia, entrò a Roma dando vita a riforme economiche. Queste vennero interrotte dalla seconda occupazione dei territori romani e di Roma ordinata da Napoleone nel 1809.

Il periodo di Roma napoleonica (1809-1813) fu segnato da un culto formale per la città, dichiarata “Seconda città dell’impero” ed esaltata dalla attribuzione del titolo di “Re di Roma” all’erede di Napoleone.

    
La Battaglia di Ponte Milvio
Pubblicato il 08-12-2017

Eliminato nel 310 Massimiano, del quale aveva sposato la figlia Fausta, e morto Galerio l’anno dopo, Costantino nel 312 scese in Italia e sconfisse e uccise Massenzio a Roma nella battaglia di Ponte Milvio, battaglia alla quale è legata la leggenda della visione della Croce con la scritta “In hoc signo vinces”.

All’indomani della vittoria su Massenzio, Costantino concederà, con l’Editto di Milano, la libertà di culto al cristianesimo, avviando una politica di unificazione religiosa su basi rinnovate e ritenute capaci di dare una nuova solidità alla costruzione imperiale.

    
La Breccia di Porta Pia
Pubblicato il 10-11-2017

Improvvisamente si offrì al governo italiano l’occasione di impossessarsi di Roma. L’occasione fu data dalla guerra franco-prussiana e dalla caduta di Napoleone III, che eliminò il più grosso ostacolo alla conquista di Roma.

Il governo italiano inviò contro Roma e contro il papa un corpo armato. La breccia fu aperta dall’artiglieria italiana il mattino del 20 settembre 1870 con cannonate eseguite con pezzi da nove; alle ore dieci i cannoni smisero e il drappello del XII Bersaglieri cominciò ad avanzare di corsa sotto il fuoco degli zuavi pontifici, e caddero morti il maggiore Pagliari e il tenente Valenziani. Alle dieci e trenta la breccia era conquistata e un parlamentare pontificio annunciò la resa.

Per la Chiesa la perdita di Roma significò la fine del suo più che millenario potere temporale. Per regolare i rapporti dello stato italiano con la Chiesa di Roma, nel 1871 fu fatta la legge delle “guarantigie”, cioè delle garanzie che, insieme ad una rendita annua di tre milioni di lire, l’Italia offriva al papa per la sua indipendenza e sovranità spirituale.

    
Le prediche di Arnaldo da Brescia
Pubblicato il 13-10-2017

La predicazione di Arnaldo da Brescia favorì la partecipazione popolare al governo della città. Infiammati dal riformatore Arnaldo da Brescia che inquadrava il movimento in una visione di rinascita mistico-sociale, i romani proclamarono nel 1144 la “Renovatio Senatus”.

A Roma si avviò un processo di autonomia di nuovi clan familiari che sostituirono le antiche famiglie di un tempo, ormai disgregate; ad essi si unirono i nuovi ceti imprenditoriali, attivi nell’agricoltura e nel commercio. Arnaldo appoggiò l’istituzione del libero Comune predicando nello stesso tempo una riforma in senso evangelico dei costumi ecclesiastici. Papa Adriano IV ne chiese l’espulsione da Roma e, di fronte al rifiuto del Senato, lanciò l’interdetto sulla città.

Arnaldo fuggì da Roma, ma l’imperatore Federico Barbarossa, per ingraziarsi il papa, lo fece arrestare e lo consegnò al prefetto della città.

Fu impiccato e bruciato nel 1155 e le sue ceneri vennero sparse nel Tevere perché ne fosse cancellata la memoria.

    
Dea Pale
Pubblicato il 18-09-2017

Pale, o Pales, è un’antica divinità romana, protettrice delle greggi e dei pascoli, adorata da comunità pastorali che abitavano il colle Palatino. Il nome deriva dal termine latino palea, paglia. Poiché non si può esser certi se fosse una dea o un dio, la chiameremo semplicente divinità. Il calendario di Anzio riporta sia un dio che una dea con quel nome. Per alcuni è un dio, associato ad una paredra, ossia alla sua parte femminile, Palatua.

Il Palatino prende appunto il nome da questa divinità, la cui festa fu istituita da Romolo nel natalis Romae, il 21 aprile. La festa in suo onore prendeva il nome di Palilia o Parilia. Era questa una festa di purificazione delle greggi, in cui venivano dati alle fiamme mucchi di paglia, attraverso cui far passare poi il bestiame.

Così Ovidio, nei suo Fasti, parla della festività:

Dena quater memorant habuisse Parilia Romam,
cum flammae custos aede recepta dea est,
regis opus placidi, quo non metuentius ullum
numinis ingenium terra Sabina tulit.

Un tempio alla dea Pale fu costruito da Marco Attilio Regolo, affinché avesse successo contro i Salentini:

In hoc certamine victoriae pretium templum sibi pastoria Pales ultro poposcit.