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Archivio della Categoria ‘Tradizioni’

    
Le Ottobrate
Pubblicato il 21-06-2019

Erano la festa del vino. Moderne discendenti degli antichissimi Baccanali, i misteri dionisiaci celebrati dai pagani in onore di Bacco a ottobre, il mese consacrato alla vendemmia. Tra balli e canti, sfociavano nell’orgia. Misteri sacroprofani questi Baccanali diventarono nella Roma cristiana e pontificia le feste popolari tra le vigne suburbane e le osterie “fuori porta”.

Si organizzavano in allegre brigate il giovedì e la domenica d’ottobre, partendo dai diversi rioni della città, a piedi o sulle cartelle, le carrozze tirate da due focosi cavalli bardati e tintinnanti di sonagliere. Un ritrovo classico delle ottobrate era Testaccio, ai “prati del popolo romano”.

    
La Befana
Pubblicato il 19-04-2019

Come parola la Befana è una contaminazione dell’Epifania, festa religiosa cristiana che rievoca l’offerta dei doni dei magi al Bambino Gesù nella grotta di Betlemme. Ma la Befana, che viene festeggiata il 6 gennaio, è un personaggio tutto pagano, che è venuto assumendo l’aspetto di una vecchia strega a simbolo della natura rinsecchita, la “comare secca” alla quale si dà addosso in effigie, bruciandola o segandola, non prima che abbia però dato dolci, regali e fichi secchi, i cui semi sparsi le garantiscono una rinascita per l’anno seguente.

La Befana all’interno di una baracca tiene mercato per i “befanari”, che sono i genitori dei bambini, e il mercato, che un tempo avveniva nelle piazze di Sant’Eustachio e dei Cappellari, dalla fine dell’Ottocento si è spostato a piazza Navona.

    
Il Carnevale a Roma
Pubblicato il 15-02-2019

E’ il periodo tra le due feste religiose dell’Epifania e della Quaresima, le cui origini si fanno risalire ai pagani Saturnalia che si svolgevano in prossimità del solstizio d’inverno. Il culmina della festa è nei “giorni grassi” dal giovedì al martedì, ma le caratteristiche manifestazioni di un tempo non si verificano più nella Roma di oggi.

Oltre alla grande varietà di maschere con le quali ci si compiaceva di travestirsi andando in giro per il centro della città, c’era poi un crescendo di balli, canti, corteggiamenti, e scherzi che arrivavano però fino alle liti e alle risse, con tanto di “ammazzamenti”.

La festa di martedì grasso era concentrata sui Moccoletti lungo via del Corso. I lumi si accendevano ovunque, sui palchi e sulle finestre, e il massimo del divertimento consisteva nel tenere il moccolo acceso e spegnere nello stesso tempo quello dei vicini, e tutto all’insegna della frase: “Morammazzato chi non regge il moccolo!”.

Il Carnevale moriva con l’ultimo moccolo che si spegneva e con la cena di grasso nelle osterie e nelle locande.

    
Invenzione dei coriandoli
Pubblicato il 01-02-2019

In epoca risorgimentale, durante la Repubblica romana, il Governatore di Roma proibisce il lancio per strada durante il Carnevale, dei sassetti di gesso, sostituendoli con i semi di coriandolo ricoperti di farina e zucchero.

    
La Festa delle Fragole
Pubblicato il 19-10-2018

Si svolgeva il 13 giugno, in coincidenza con l’anniversario della morte del santo portoghese Antonio di Padova, festività religiosa particolarmente sentita un tempo a Roma e celebrata nella chiesetta di Sant’Antonio dei Portoghesi sulla via omonima a Campo Marzio.

La festa era delle fragole che, se oggi ci sono tutto l’anno, una volta spuntavano solo alla fine della primavera e davano spunto a un popolare convegno di tutti i fragolari di Roma e dintorni a Campo de’ Fiori.