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Archivio della Categoria ‘Tradizioni’

    
Via Giulia
Pubblicato il 06-12-2019

Per San Valentino, consigliabile una romantica passeggiata lungo via Giulia, alle spalle di piazza Farnese. E’ stata la prima e più lunga strada di Roma a tracciato rettilineo, per più di un chilometro, aperta da Papa Giulio II che le dette il suo nome.

Il progetto fu ad opera di Bramante. Il papa voleva anche su questa strada un tribunale, ma Bramante ne gettò solo le fondamenta che ancora oggi sono visibili, in grosso bugnato così sporgente da sembrare un “sedile”.

I romani infatti l’hanno chiamato il Sofà di via Giulia. Una delle caratteristiche della via è l’Arco dei Farnesi, costruito per congiungere Palazzo Farnese alla Farnesina al di là del Tevere, anche se il progetto non fu portato a compimento.

Popolare è poi la Fontana del Mascherone, dalla quale usciva vino durante le feste organizzate dai Farnese. Tante, poi, le chiese che si affacciano sulla strada.

    
La processione delle partorienti
Pubblicato il 22-11-2019

A questa chiesa faceva capo il culto di Sant’Anna legato a caratteristiche manifestazioni di folklore, come la “pricissione de le panze”: si svolgeva il 26 luglio e consisteva nel ritiro di una candelina che, accesa all’inizio delle doglie, avrebbe facilitato il parto e il lieto evento si sarebbe compiuto “entro la durata della candela”.

Le accompagnavano i palafrenieri, cavalcando mule e portando appeso alla schiena il cappello cardinalizio dei rispettivi titolari; la processione terminava a Ponte Sant’Angelo, dove era accolta dalle salve d’artiglieria sparate da Castel Sant’Angelo.

    
Il Carcere di Regina Coeli
Pubblicato il 15-11-2019

E’ stato costruito tra il 1881 e il 1885 sotto la direzione dell’ingegnere Carlo Morgini del Genio Civile sull’area del demolito monastero di Santa Maria Regina Coeli, dal quale viene la denominazione del carcere.

Ma per i romani è semplicemente “er Coeli” e si dice che non si è romani autentici se non si è disceso almeno una volta nella vita “er gradino der Coeli“, ovvero il gradino che sta davanti all’ingresso del carcere.

    
Feste e festini degli aristocratici
Pubblicato il 01-11-2019

A partire dal secolo XVIII, la grande attrattiva del Carnevale Romano sono le corse dei Bérberi, famosi cavalli che correvano senza fantino. La partenza avveniva da piazza del Popolo, per continuare lungo la via Lata, come allora si chiamava il Corso, per arrivare a piazza Venezia, fra due ali di popolo che li incitava, mentre i nobili vi assistevano dalle finestre dei palazzi che si affacciavano sul corso.

Alla metà del secolo comincia la gara serrata fra le famiglie nobili per il possesso dei migliori berberi da far correre durante il Carnevale. La vittoria del palio prelude quasi sempre ad una distribuzione di vino e vettovaglie al popolo.

    
Feste e festini degli aristocratici
Pubblicato il 04-10-2019

Nella seconda metà del Settecento il Carnevale Romano richiama il fior fiore dell’aristocrazia europea, in onore della quale si moltiplicano feste e banchetti, gustosi e magnifici. Nei grandi palazzi, oltre ai balli in maschera, si gioca la bazzetta, il goffo, il faraone, la zecchinetta, e tanti altri giochi d’azzardo, durante i quali molti nobili si rovinarono, gettando al tavolo come posta intere e prestigiose residenze.

La cosa aveva raggiunto una tale gravità che il pontefice Benedetto XIV fu costretto ad intervenire con disposizioni severe per impedire ai giocatori, spesso anche alti prelati, di ridursi sul lastrico.