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Archivio della Categoria ‘Tradizioni’

    
Il miracolo del piccolo Paolo Massimo
Pubblicato il 24-08-2018

Nella storia del palazzo, l’evento che è rimasto incancellabile è quello legato al piccolo Paolo, figlio quattordicenne di Fabrizio Massimo. Il 16 marzo il ragazzo morente chiese la visita di Filippo Neri, che giunse al capezzale quando lui era già morto.

Pronunciate alcune preghiere, il santo lo fece tornare in vita, e poichè Paolo chiese di confessarsi per poter raggiungere in paradiso la sorella Elena, Filippo esaudì il suo desiderio benedicendolo mentre il giovane nuovamente moriva.

    
La “sassata” di piazza della Pace
Pubblicato il 27-07-2018

Nelle strette viuzze il popolino faceva vita comune e dalla stretta frequentazione derivavano amori e odi, che spesso si traducevano in rissa. Di queste, nel 1480, fece le spese una immagine esposta all’esterno della chiesetta: una sassata colpì il volto della Vergine e dal volto colò sangue.

Papa Sisto IV interpretò l’evento come un monito. Accorso sul luogo del prodigio, proclamò quell’immagine “Madonna della virtù” e dispose per la ricostruzione di un tempio di adeguato rilievo. La futura chiesa di Santa Maria della Pace.

    
L’arrivo dell’elefante Annone
Pubblicato il 22-06-2018

Dai tempi dell’impero non si vedeva più un elefante a Roma. Eppure ne arrivò uno bellissimo il 12 marzo 1514 alla corte di Leone X come dono di Emanuele, re del Portogallo. In una corte pontificia stravagante come quella di papa Medici, Annone, così venne chiamato l’animale, divenne il beniamino.

Era di una intelligenza straordinaria e sapeva ballare come pochi al suono dei pifferi. Annone morì nel 1517 di angina e fu sepolto in una torre presso un ingresso del Vaticano con tanto di lapide incisa da Raffaello (distrutte). Ma l’immagine di Annone fu immortalata nella fontana del giardino di Villa Madama e in quello dei mostri a Bomarzo.

    
La Confraternita degli Agonizzanti
Pubblicato il 30-03-2018

Spettacolo sulla piazzetta era la sfilata in scure vesti dei confratelli che, all’inizio del Seicento, avevano costruito un luogo di riunione e di devozione sulle precedenti case medievali dei Gottifredi e ne era nata l’ancora esistente chiesetta della Natività.

Curiosamente la confraternita si dedicava all’assistenza dei malati terminali “degli Agonizzanti”. Ma le toccava, in gara con diverse altre confraternite cittadine, anche il compito della preparazione alla buona morte dei disgraziati sui quali la giustizia aveva scaricato i suoi verdetti.

In premio questa confraternita otteneva il privilegio annuale di liberare un condannato.

    
Il Purim
Pubblicato il 16-03-2018

E’ la festa ebraica delle “sorti” collegata alla liberazione degli ebrei durante la dominazione persiana e cade in una data variabile ogni anno, comunque compresa tra gli ultimi giorni di febbraio e i primi di marzo. I romani hanno ribattezzato la festa “il carnevale degli ebrei” perché per lo più i bambini vanno in giro mascherati da Ester e Mordechai, i due personaggi artefici della liberazione del popolo ebraico.

Nella Sinagoga si ha una cerimonia con la lettura della Meghillah, che racconta la loro storia, con la caratteristica che ogni volta che si nomina il perfido Haman, consigliere del sovrano persiano, i bambini fanno rumore con degli speciali apparecchietti simili a raganelle, che servono per cancellare il nome del traditore degli ebrei.

Sono di prammatica i dolci a base di uova, zucchero e farina.