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Archivio della Categoria ‘Tradizioni’

    
Celebrazione della “Passatella”
Pubblicato il 26-06-2020

La passatella, tipico gioco da osteria di fine Ottocento, passatempo preferito dei bulli di Roma, aveva un suo cerimoniale aulico, imbottito di battute satiriche e allusioni sferzanti, che mandavano in bestia i permalosissimi bulli oggetto di scherno da parte dei rivali.

Nella Passatella si riversavano antichi rancori e rivalità, per cui il Padrone e il Sotto (il sottopadrone) si prendevano l’arbitrio di far bere gli amici e di lasciare “olmo”, cioè senza bere un goccio di vino, il loro avversario. Il gioco dava così adito a risentimenti e risse, che il più delle volte degeneravano in feroci coltellate.

    
Fontana di Trevi
Pubblicato il 07-02-2020

Per San Valentino è consigliabile una visita alla Fontana di Trevi, perchè secondo un’antica tradizione romana, l’uomo che beve acqua della fontana attraverso un nuovo bicchiere di vetro, non smetterà più di pensare a quella donna.

Ecco perchè la tradizione vuole che le ragazze portino i loro fidanzati o mariti a bere alla fontana, per assicurarsi amore per l’eternità.

    
Il povero prete incenerito
Pubblicato il 31-01-2020

Il 13 luglio 1638, durante un temporale, un povero prete se ne stava nella sua stanzetta al riparo dalla pioggia. Di colpo, entrò dalla finestra un lampo “maligno” che gli incenerì il letto. Il prelato scappò e per miracolo sfuggì a un’altra saetta che, penetrando dal lucernaio, si incuneò nella tromba delle scale.

Terrorizzato, l’uomo si rifugiò nella casa del Signore, ovvero nel tempio di San Carlo a’ Catinari. Non l’avesse mai fatto! Come s’inginocchiò per pregare, una folgore lo incenerì. Si dice che da allora nelle notti tempestose si aggiri nei pressi della chiesa e imprechi alla sua cattiva sorte.

    
Gli antidoti contro le apparizioni
Pubblicato il 27-12-2019

Nell’attuale piazza di Santa Croce in Gerusalemme, c’era un tempo una specie di collinetta che tutti chiamavano “monte cipollaro“, poiché la zona era coltivata con questi ortaggi, di cui ci si riempiva la pancia nella notte di San Giovanni.

Con le bucce delle cipolle avanzate dall’abbuffata si soleva strofinare tutti gli angoli, mobili e suppellettili delle abitazioni infestate da inspiegabili apparizioni. Dopo la cura sembra che gli spettri fuggissero davvero, ma insieme ai padroni di casa semiasfissiati dalle esalazioni. Per questo motivo, dalla fine del Seicento in poi si passò ad usare negli esorcismi l’aglio non sbucciato: meno efficace, ma senza dubbio meno puzzolente.

    
Via Giulia
Pubblicato il 06-12-2019

Per San Valentino, consigliabile una romantica passeggiata lungo via Giulia, alle spalle di piazza Farnese. E’ stata la prima e più lunga strada di Roma a tracciato rettilineo, per più di un chilometro, aperta da Papa Giulio II che le dette il suo nome.

Il progetto fu ad opera di Bramante. Il papa voleva anche su questa strada un tribunale, ma Bramante ne gettò solo le fondamenta che ancora oggi sono visibili, in grosso bugnato così sporgente da sembrare un “sedile”.

I romani infatti l’hanno chiamato il Sofà di via Giulia. Una delle caratteristiche della via è l’Arco dei Farnesi, costruito per congiungere Palazzo Farnese alla Farnesina al di là del Tevere, anche se il progetto non fu portato a compimento.

Popolare è poi la Fontana del Mascherone, dalla quale usciva vino durante le feste organizzate dai Farnese. Tante, poi, le chiese che si affacciano sulla strada.