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Archivio della Categoria ‘Vie e Strade’

    
Via delle Mantellate
Pubblicato il 20-03-2020

Via delle Mantellate è così detta dall’abito delle religiose che possedevano in questa stradina un convento, poi trasformato in carcere femminile, oggi trasferito altrove, a Rebibbia. Così, dagli abiti delle suore, le Mantellate sono diventate sinonimo di prigioni femminili.

Una canzone in dialetto romanesco rievoca la tristezza degli ambienti: “Le Mantellate so’ delle suore, ma a Roma so’ soltanto celle scure; ‘na campana sona a tutte l’ore, ma Cristo nun ce sta drento a ‘ste mura”.

    
Via dei Coronari
Pubblicato il 21-02-2020

Aperta da Sisto IV nel 1471, fu la prima via dritta di Roma, tanto che venne chiamata all’inizio Recta. Era la strada più rapida per raggiungere la basilica di San Pietro, per cui era percorsa da schiere di pellegrini, così che vi presero dimora i Paternostari, cioè i venditori di corone e immagini sacre, altrimenti detti Coronari.

E da loro prese il nome la via, che oggi e però strada di antiquari.

    
Via del Babuino
Pubblicato il 20-12-2019

L’antico Babuino che dà il nome alla strada attende impavido all’angolo di via dei Greci. Solo gli sprovveduti potevano ravvisare uno scimmiotto in questa statua, a dir il vero grottesca e bizzarra, che raffigura un Sileno barbuto.

Questa scultura di autore ignoto fu eseguita per volere di papa Gregorio XIII Boncompagni (“quello del calendario”) insieme con la sottostante fontana, nel 1575. Si ricorda un equivoco ancora più curioso e divertente di quello relativo allo scimmiotto: un vecchio cardinale pretendeva di identificare nella statua l’immagine di chissà quale santo, tant’è vero che s’inchinava e si segnava devotamente ogni volta che le passava davanti, naturalmente fra gli sghignazzi e i cachinni degli astanti.

    
Via Giulia
Pubblicato il 06-12-2019

Per San Valentino, consigliabile una romantica passeggiata lungo via Giulia, alle spalle di piazza Farnese. E’ stata la prima e più lunga strada di Roma a tracciato rettilineo, per più di un chilometro, aperta da Papa Giulio II che le dette il suo nome.

Il progetto fu ad opera di Bramante. Il papa voleva anche su questa strada un tribunale, ma Bramante ne gettò solo le fondamenta che ancora oggi sono visibili, in grosso bugnato così sporgente da sembrare un “sedile”.

I romani infatti l’hanno chiamato il Sofà di via Giulia. Una delle caratteristiche della via è l’Arco dei Farnesi, costruito per congiungere Palazzo Farnese alla Farnesina al di là del Tevere, anche se il progetto non fu portato a compimento.

Popolare è poi la Fontana del Mascherone, dalla quale usciva vino durante le feste organizzate dai Farnese. Tante, poi, le chiese che si affacciano sulla strada.

    
Via dei Prefetti
Pubblicato il 20-09-2019

E’ soprattutto la via dei Prefetti a rievocare un lungo periodo di storia medievale: quella dominata dalla potente famiglia dei Prefetti di Vico che riuscirono a mantenere nel loro casato dal 1297 al 1445 la dispotica carica di “prefetti ” della città in nome del papa lontano (prima vagante nel Lazio, poi esule ad Avignone).