Ti trovi su Home » Archivio categoria 'Vie e Strade'

Archivio della Categoria ‘Vie e Strade’

    
Via del Babuino
Pubblicato il 20-12-2019

L’antico Babuino che dà il nome alla strada attende impavido all’angolo di via dei Greci. Solo gli sprovveduti potevano ravvisare uno scimmiotto in questa statua, a dir il vero grottesca e bizzarra, che raffigura un Sileno barbuto.

Questa scultura di autore ignoto fu eseguita per volere di papa Gregorio XIII Boncompagni (“quello del calendario”) insieme con la sottostante fontana, nel 1575. Si ricorda un equivoco ancora più curioso e divertente di quello relativo allo scimmiotto: un vecchio cardinale pretendeva di identificare nella statua l’immagine di chissà quale santo, tant’è vero che s’inchinava e si segnava devotamente ogni volta che le passava davanti, naturalmente fra gli sghignazzi e i cachinni degli astanti.

    
Via Giulia
Pubblicato il 06-12-2019

Per San Valentino, consigliabile una romantica passeggiata lungo via Giulia, alle spalle di piazza Farnese. E’ stata la prima e più lunga strada di Roma a tracciato rettilineo, per più di un chilometro, aperta da Papa Giulio II che le dette il suo nome.

Il progetto fu ad opera di Bramante. Il papa voleva anche su questa strada un tribunale, ma Bramante ne gettò solo le fondamenta che ancora oggi sono visibili, in grosso bugnato così sporgente da sembrare un “sedile”.

I romani infatti l’hanno chiamato il Sofà di via Giulia. Una delle caratteristiche della via è l’Arco dei Farnesi, costruito per congiungere Palazzo Farnese alla Farnesina al di là del Tevere, anche se il progetto non fu portato a compimento.

Popolare è poi la Fontana del Mascherone, dalla quale usciva vino durante le feste organizzate dai Farnese. Tante, poi, le chiese che si affacciano sulla strada.

    
Via dei Prefetti
Pubblicato il 20-09-2019

E’ soprattutto la via dei Prefetti a rievocare un lungo periodo di storia medievale: quella dominata dalla potente famiglia dei Prefetti di Vico che riuscirono a mantenere nel loro casato dal 1297 al 1445 la dispotica carica di “prefetti ” della città in nome del papa lontano (prima vagante nel Lazio, poi esule ad Avignone).

    
Via Capo le Case
Pubblicato il 16-08-2019

E’ la zona “ad caput domorum” dove, fino al Seicento, finivano le abitazioni e ci s’inoltrava nella campagna, tanto che era anche chiamata “inter hortos”; e si estendeva in tutta la linea di confine tra i rioni Colonna e Trevi.

Ora è solo un tratto di strada fino alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, che con questo appellativo riferito a siepi o macchie rievoca appunto la campagna un tempo circostante.

    
Inaugurazione del “passetto”
Pubblicato il 22-03-2019

C’è un passaggio che da Castel Sant’Angelo consente di arrivare al Vaticano attraverso il corridoio ricavato all’interno dello spessore delle vecchie mura: una strada-fortilizio inaugurata da Niccolò III nel 1277.

Il passetto consentì a Clemente VII di rifugiarsi nel castello durante il terribile sacco di Roma del 1527. Il camminamento, proprio perché mise in salvo un papa, sembra abbia il potere di risolvere i problemi di lavoro di chiunque lo percorra.

Inoltre, poiché la costruzione venne restaurata da Alessandro VI Borgia, noto per le sue stravaganze sessuali, si mormora che una persona affetta da impotenza possa recuperare la propria virilità dopo aver percorso per 77 volte di seguito l’intero “passetto”.