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Archivio del novembre, 2017

    
La festa di Sant’Antonio Abate
Pubblicato il 24-11-2017

Ricorre il 17 gennaio ed è la festa degli animali, perché questo santo non è solo collegato a quel “fuoco” scientificamente detto Herpes zoster, ma è anche il protettore degli animali domestici. Così dalle prime ore di ogni 17 gennaio davanti alla chiesa di Sant’Antonio all’Esquilino c’era il raduno di cani e gatti al guinzaglio, canarini in gabbia e cavalli alla briglia dei vetturini, asini e buoi, pecore e galline per ricevere la benedizione dal parroco sul sagrato della chiesa.

La benedizione comportava anche un’offerta in denaro per la chiesa, che andava da quella da quella in natura dei contadini a quelle copiose in denaro dei nobili.

    
Una Madonnella per la Papessa Giovanna
Pubblicato il 17-11-2017

A via dei Querceti si può incontrare una famosa Madonnella. La tradizione vuole che sia stata posta lì a testimonianza di un fatto quanto mai singolare.

Nei primi decenni del IX secolo arriva a Roma una giovane da Magonza, che con abiti maschili entra in Curia e a poco a poco, grazie alla sua abilità e intelligenza, sale rapidamente tutti i gradini della gerarchia ecclesiastica fino a essere eletta papa col nome di Giovanni VIII. Ma durante una processione tra il Vaticano e il Laterano, la donna si sente male e partorisce un figlio proprio nel luogo dove ora si vede la Madonnella.

La tradizione vuole ancora che in seguito a questo fatto tutti i papi dovessero essere sottoposti, all’atto dell’elezione, a un accertamento del sesso, sedendo su un sedile forato che si trovava nel portico del Laterano.

    
La Breccia di Porta Pia
Pubblicato il 10-11-2017

Improvvisamente si offrì al governo italiano l’occasione di impossessarsi di Roma. L’occasione fu data dalla guerra franco-prussiana e dalla caduta di Napoleone III, che eliminò il più grosso ostacolo alla conquista di Roma.

Il governo italiano inviò contro Roma e contro il papa un corpo armato. La breccia fu aperta dall’artiglieria italiana il mattino del 20 settembre 1870 con cannonate eseguite con pezzi da nove; alle ore dieci i cannoni smisero e il drappello del XII Bersaglieri cominciò ad avanzare di corsa sotto il fuoco degli zuavi pontifici, e caddero morti il maggiore Pagliari e il tenente Valenziani. Alle dieci e trenta la breccia era conquistata e un parlamentare pontificio annunciò la resa.

Per la Chiesa la perdita di Roma significò la fine del suo più che millenario potere temporale. Per regolare i rapporti dello stato italiano con la Chiesa di Roma, nel 1871 fu fatta la legge delle “guarantigie”, cioè delle garanzie che, insieme ad una rendita annua di tre milioni di lire, l’Italia offriva al papa per la sua indipendenza e sovranità spirituale.

    
Anna Magnani
Pubblicato il 03-11-2017

Figlia naturale di Marina Magnani e di padre ignoto, Anna Magnani nasce a Roma il 7 marzo 1908 e studia all’Accademia d’Arte Drammatica. La sua formazione artistica si compie a teatro e nella Rivista tra il 1929 ed il 1934.
Quello stesso anno, la Magnani fa il suo debutto cinematografico nel film di Nunzio Malasomma “La cieca di Sorrento”. La carriera cinematografica la strappa ben presto, e definitivamente, alle tavole del palcoscenico dove Nannarella farà un fugace ritorno solo nel 1965, con la Lupa di Verga.

Nel 1941 interpreta la cantante Loletta nel film di Vittorio De Sica “Teresa Venerdì”, e nei due anni successivi è protagonista, con Aldo Fabrizi, di due film popolari di grande successo: l’Ultima carrozzella e Campo de’ Fiori .

Leggendaria è la sua interpretazione in Roma città aperta, del 1945, di Roberto Rossellini. Tra l’attrice e il regista ci sarà anche una lunga storia d’amore interrotta burrascosamente dall’arrivo in Italia, e nella vita del regista, di Ingrid Bergman. La Magnani per pura ripicca verso Rosselini, che firmava per la Bergman “Stromboli”, girò nel 1950 il film, dagli esiti incerti, Vulcano. Bellissima (1951), di Luchino Visconti, chiude con ironia la stagione neorealista. Nel 1956 la Magnani vince l’Oscar come miglior attrice per la grande interpretazione nel film di Daniel Mann “La rosa tatuata”, con Burt Lancaster, su un soggetto che Tennessee Williams scrisse proprio pensando all’attrice romana. Nel 1972 è apparsa per l’ultima volta sullo schermo, nel film di Federico Fellini “Roma”.

Anna Magnani è morta nella sua amata città, il 26 settembre 1973.