Ti trovi su Home » Archivio: gennaio 2018

Archivio del gennaio, 2018

    
La redenzione della meretrice
Pubblicato il 26-01-2018

Celebre è rimasta la redenzione, avvenuta per tramite di Vittoria Colonna, di una famosa meretrice, Angela Greca, che il 19 agosto 1536, accompagnata dalla Colonna, andò a farsi monaca nella chiesa di Trinità de’ Monti, presente tutto il popolo di Roma che voleva vedere la bella Angela che entrava nel convento delle Convertite.

Divenne così una moda, per le signore-bene della città, dare aiuto e conforto a quelle donne.

    
La festa di San Giovanni
Pubblicato il 19-01-2018

E’ la festa di San Giovanni Battista che ricorre il 24 giugno, ma con tanto di vigilia detta “la notte delle streghe“, ma anche di canzoni e di lumache.

Secondo un’antica tradizione, in occasione della notte del 23 giugno le streghe erano solite recarsi a Benevento per il loro sabba intorno al famoso noce. Perciò, chi non voleva correre rischi poteva mettere due scope incrociate e chiudere con un setaccio la cappa del camino: allora si poteva uscire di casa e stare tranquilli contro il malocchio per godersi la festa in piazza Porta San Giovanni.

    
L’occupazione francese
Pubblicato il 12-01-2018

Ecco le conseguenze della Rivoluzione Francese a Roma: i francesi non rinunciarono ad annettersi Roma e, trascinato in prigione papa Pio VI, il quale morì a Valenza nel 1799, proclamarono la Repubblica Romana il 15 febbraio 1798, fondata su un demagogico classicismo.

Il nuovo papa Pio VII Chiaramonti, eletto nel conclave di Venezia, entrò a Roma dando vita a riforme economiche. Queste vennero interrotte dalla seconda occupazione dei territori romani e di Roma ordinata da Napoleone nel 1809.

Il periodo di Roma napoleonica (1809-1813) fu segnato da un culto formale per la città, dichiarata “Seconda città dell’impero” ed esaltata dalla attribuzione del titolo di “Re di Roma” all’erede di Napoleone.

    
Vittoria Colonna
Pubblicato il 05-01-2018

Rifuggendo da ogni mondanità Vittoria Colonna recitò per tutta la vita, con profonda convinzione, il ruolo della sposa fedele e inconsolabile, poetessa e letterata per diletto, alla quale solo la fede poteva offrire conforto, sorda alle maldicenze sulla infedeltà del marito guerriero Francesco d’Avalos, morto nel 1525 quando lei aveva trentaquattro anni.

Influenzata dalla dottrina di Juan de Valdès, secondo cui la salvezza dell’anima si sarebbe potuta conquistare con la sola fede e non attraverso pratiche religiose esteriori, Vittoria Colonna instaurò un profondo legame con Michelangelo.

L’artista, più grande di diciassette anni, rimase colpito dalla forza del suo credo e dalla sua severità morale. Il riformismo di Vittoria Colonna fece breccia nel cuore di Michelangelo proprio quando si apprestava a realizzare il Giudizio Universale. L’artista le dedicò alcune sue Rime e la ritrasse inserendola tra i personaggi del grande affresco per la Cappella Sistina.