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Archivio del Marzo, 2018

    
La Confraternita degli Agonizzanti
Pubblicato il 30-03-2018

Spettacolo sulla piazzetta era la sfilata in scure vesti dei confratelli che, all’inizio del Seicento, avevano costruito un luogo di riunione e di devozione sulle precedenti case medievali dei Gottifredi e ne era nata l’ancora esistente chiesetta della Natività.

Curiosamente la confraternita si dedicava all’assistenza dei malati terminali “degli Agonizzanti”. Ma le toccava, in gara con diverse altre confraternite cittadine, anche il compito della preparazione alla buona morte dei disgraziati sui quali la giustizia aveva scaricato i suoi verdetti.

In premio questa confraternita otteneva il privilegio annuale di liberare un condannato.

    
“La scala dell’ispirazione” all’Orto Botanico
Pubblicato il 23-03-2018

Risale al 1883 ed è tra i più estesi d’Europa. Nell’Orto Botanico di Roma si possono ammirare varietà di piante straordinarie, nostrane ed esotiche. Non a tutti è noto però, che la scala situata al centro del giardino è stata edificata su di un’altra preesistente, chiamata “saliscendi dei sogni”.

L’antica scala era di 7 gradini, quanti erano stati quelli posti dalla dea Demetra per fuggire agli inferi. La leggenda vuole che su questa scala convenissero Orazio e Virgilio per trarvi ispirazione.

Seduto su questi gradini il regista Orson Welles cominciò a scrivere la sceneggiatura di Othello, e lo scrittore Richard Bach concepì l’idea originaria per il suo famoso libro “il Gabbiano Johnatan Livingstone”, colpito dai voli degli uccelli tra i rami.

    
Il Purim
Pubblicato il 16-03-2018

E’ la festa ebraica delle “sorti” collegata alla liberazione degli ebrei durante la dominazione persiana e cade in una data variabile ogni anno, comunque compresa tra gli ultimi giorni di febbraio e i primi di marzo. I romani hanno ribattezzato la festa “il carnevale degli ebrei” perché per lo più i bambini vanno in giro mascherati da Ester e Mordechai, i due personaggi artefici della liberazione del popolo ebraico.

Nella Sinagoga si ha una cerimonia con la lettura della Meghillah, che racconta la loro storia, con la caratteristica che ogni volta che si nomina il perfido Haman, consigliere del sovrano persiano, i bambini fanno rumore con degli speciali apparecchietti simili a raganelle, che servono per cancellare il nome del traditore degli ebrei.

Sono di prammatica i dolci a base di uova, zucchero e farina.

    
Il Sacco dei Lanzichenecchi
Pubblicato il 09-03-2018

Il nome di papa Clemente VII Medici resta soprattutto legato a quella catastrofe nella vita moderna dell’Urbe che viene indicata come Sacco di Roma e che venne provocata dalle oscillazioni della politica del Medici nei confronti dell’Impero di Carlo V d’Asburgo.

La spedizione punitiva scatenata dallo stesso imperatore, composta di truppe avide di bottino, fra le quali predominavano le fanterie dette dei Lanzichenecchi luterani, spregiatori del papato, rinnovò a Roma saccheggi e stragi dimenticati dopo le lontane invasioni barbariche. Una difesa improvvisata ma tenace, opposta dai mercenari svizzeri del papa e dalle formazioni militari popolari non potè impedire l’irruzione dalle porte Cavalleggeri e Santo Spirito.

Per circa un anno la città restò preda di efferatezze di ogni genere.

    
Paolina Bonaparte
Pubblicato il 02-03-2018

Figlio di Marianna Salviati e Marco Antonio Borghese era Camillo Borghese, che si era preso per moglie la sorella di Napoleone, Paolina.

Camillo era un tipo sempliciotto e alquanto rozzo, non certo adatto a dar soddisfazione e a governare una giovane donna vivacissima e preoccupata soltanto di esercitare il suo sport preferito, che era quello di procurarsi una serie di scandali da far inorridire la suocera. Paolina fece parlare tutta Roma, quando all’inizio dell’Ottocento, posò tutta nuda per il Canova.

Si racconta che alla richiesta dello scultore se non si sentisse in imbarazzo, abbia replicato che lo studio era ben riscaldato e che non aveva di che lamentarsi. Tuttavia Paolina non era cattiva. Quando il bel mondo in cui era vissuta le crollò addosso, se ne venne a Roma con la madre Letizia e restò con lei nel palazzo Bonaparte di piazza Venezia per assisterla amorosamente.