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Archivio del Novembre, 2018

    
Fondazione dell’Accademia dell’Arcadia
Pubblicato il 30-11-2018

Il 15 ottobre 1690 intellettuali, che frequentavano il salotto della regina Cristina di Svezia, fondarono l’Accademia dell’Arcadia nel convento accanto alla chiesa di Pietro in Montorio. Le loro intenzioni erano quelle di “restaurare” la poesia italiana dalle barbare contaminazioni del gusto secentesco. E nel 1724 gli Arcadi comprarono alcuni ettari sul Gianicolo grazie al contributo del re Giovanni V del Portogallo, dando vita al Bosco Parrasio, che rievoca con il nome il luogo sacro ad Apollo.

Ancora oggi agli arcadi è consentito di riunirsi qui una volta l’anno, a giugno, in una festa dell’accademia.

    
Una Porta Magica a Piazza Vittorio
Pubblicato il 23-11-2018

Il marchese Massimiliano Palombare, lì dove oggi si estende affogata dal mercato piazza Vittorio, alla fine del Seicento abitava in una splendida villa. Qui amava riunirsi l’eletto gruppetto degli ermetici romani, amanti delle filosofie classiche e delle scienze occulte.

Proprio nel giardino della superba dimora si apriva la celebre Porta Magica, l’unico monumento alchemico di Roma e uno dei pochissimi sopravvissuti al mondo. Ancora oggi la si può ammirare, o, almeno, quello che ne resta: il frontone, gli stipiti incisi con lettere ebraiche e segni alchemici, due statue grottesche e iscrizioni in latino.

La Porta rivela i segreti dell’alchimia, della pietra filosofale e della trasmutazione.

    
Il Ferragosto a Roma
Pubblicato il 16-11-2018

E’ il 15 agosto, festa cattolica e civile insieme. Trae origine dalle feste Consualia che si avevano in onore del dio paleoitalico Consus: Bonas feries consuales era la formula di augurio che le accompagnava, sostituita poi da Bonas feries augustales, quando l’ottavo mese dell’anno venne dedicato ad Augusto. E divenne dunque “Buon Ferrafosto”.

Come festa cattolica celebra l’Assunzione al cielo di Maria, ricorrenza che ebbe per secoli una spettacolare processione notturna, tra il 14 e il 15 agosto.

    
La morte di Goffredo Mameli
Pubblicato il 09-11-2018

Nato a Genova nel 1827, venne a Roma dopo aver partecipato alle Cinque Giornate di Milano. Ferito una prima volta a Porta Cavalleggeri il 30 aprile, fu nuovamente colpito a una gamba alla villa del Vascello il 3 giugno. Trasportato all’ospedale dei Pellegrini, morì per un’infezione mal curata un mese dopo, il 6 luglio 1849.

Nel 1941 a Roma, su via Garibaldi, fu eretto il “Monumento ai caduti per la causa di Roma italiana” che ricorda i patrioti morti a Roma tra il 1849 e il 1870. Numerose le lapidi con i nomi dei defunti nella cripta-sacrario, mentre in un sarcofago di porfido fu sepolto solo Goffredo Mameli.

E’ autore dei versi di “Fratelli d’Italia”, divenuto dal 1946 inno d’Italia con la musica di Novaro.

    
Giuditta Tavani Arquati
Pubblicato il 02-11-2018

L’autunno del 1867 fu uno dei più caldi che Roma avesse mai vissuto, nella storia del Risorgimento. In quegli anni era tornata a Roma da Venezia, dove era stata costretta a rifugiarsi per motivi politici, una giovane donna, una patriota Giuditta Tavani, insieme al marito, Francesco Arquati. La coppia, che aveva un bambino, era in attesa del secondo, e aveva trovato alloggio presso il lanificio dell’amico Giulio Aiani, in via della Lungaretta, luogo di raccolta di un gruppo di popolani che avevano scelto di lottare per la libertà. Il 22 ottobre del 1867 erano tutti riuniti per discutere il programma d’azione per l’ennesimo attentato contro le forze papaline.

All’improvviso, un drappello di Zuavi puntò direttamente verso casa Aiani, a seguito di qualche soffiata. Si dette l’allarme ai rivoltosi. I gendarmi circondarono l’edificio. Si sparò dalle finestre e dai tetti. Giuditta aveva raggiunto il marito sul tetto e gli dava manforte passandogli la carica delle armi. Ma tutto fu inutile e l’essersi arresi non salvò la pelle di quei poveretti.

Giuditta fu uccisa ed ebbe il ventre squarciato. Al cadavere dell’eroica popolana furono rubati l’orologio e la “broche”. Giuditta fu eletta simbolo del coraggio delle popolane romane. A lei è intitolata una piazza di Trastevere.