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Archivio del Maggio, 2019

    
L’incendio di San Paolo fuori le Mura
Pubblicato il 31-05-2019

Un incendio il 15 luglio 1823 distrusse in sole cinque ore i tesori di quindici secoli. Si sviluppò per colpa di uno stagnaio che, dopo aver riparato le grondaie del tetto della navata maggiore, dimenticò di spegnere il fuoco di cui si era servito.

Le fiamme si propagarono e un buttero, tale Giuseppe Perna, che passava con il suo bestiame, dette l’allarme. Dall’incendio si salvò il chiostro.

    
La ricerca del tesoro
Pubblicato il 24-05-2019

Tra il 1559 e il 1565 venne a Roma un Goto con un libro antichissimo che dava indicazioni su una reliquia romana, una piccola scultura che teneva una cornucopia nella mano sinistra e l’indice della destra puntato verso terra.

Secondo il millenario libro il punto additato dalla manina era custode di straordinarie gioie. Lo straniero osservò tutti i ruderi romani fino a quando, sei mesi dopo,trovò la figuretta sotto l’arco degli “argentarii”. Dal papa Pio IV si fece dare la dispensa di scavo e, aiutato da uno scalpellino, aprì una buca. Trovò una porta che immetteva in un ingresso umido. Vi entrò trepidante, ma la porta si chiuse e del Goto più nessuna notizia.

Si vociferò che l’improvvisato archeologo avesse davvero trovato il tesoro e, siccome ne doveva dare il novanta per cento alla Chiesa, fosse riuscito a squagliarsela attraverso un’altra uscita.

    
La Pasqua a Roma
Pubblicato il 17-05-2019

La festa è chiaramente religiosa, nella rievocazione della Resurrezione di Gesù, e viene a coronamento della Quaresima con il finale della Settimana Santa e le funzioni tipiche: dalla lavanda dei piedi, in memoria dell’atto di umiltà compiuto da Cristo sui dodici apostoli, e i sepolcri del giovedì alla Via Crucis con il papa al Colosseo il Venerdì, dalla Messa di mezzanotte alla benedizione Urbi et Orbi che il pontefice impartisce nelle varie “espressioni” di questo mondo.

    
L’arrivo a Roma di Vittorio Emanuele II
Pubblicato il 10-05-2019

L’arrivo di Vittorio Emanuele II a Roma il 31 dicembre si svolse quasi in sordina. Quando la notte di capodanno il re si affacciò a salutare la folla in attesa in piazza, lo fece dalla finestra del mezzanino, la terza a sinistra del torrione, perché dalla Loggia della Benedizioni poteva apparire un atto profano.

In effetti la prima fase dell'”insediamento” di Vittorio Emanuele a Roma come primo re dell’Italia unita avvenne in punta di piedi. Solamente l’alluvione del 28 dicembre 1870 aveva convinto il re a venire in visita privata nella nuova capitale, mentre Corte e Governo si trasferiranno solamente nel luglio 1870. E le prime decisioni che vennero prese riguardarono proprio la difesa di Roma dalle piene del Tevere.

Vittorio Emanuele regnò fino alla sua morte (1878).

    
I conviti di Paolo II
Pubblicato il 03-05-2019

Con il Rinascimento, il Carnevale Romano raggiunge il massimo fulgore. Fu Paolo II (1464-71) a dare impulso alle feste, offrendo al popolo conviti che i cronisti definiscono “splendidissimi”.

Le tavole per l’occasione venivano imbandite sotto padiglioni appositamente costruiti, nei giardini accanto alla basilica di San Marco, sulle quali venivano serviti carni e pesce preparati in modo raffinato ed eccellenti vini. Dove non mancavano le “costruzioni” gastronomiche, cucinate e montate solo per far bella mostra. Come la scrofa cotta, rivestita della sua pelle e circondata dai suoi piccoli in atto di allattarli. O un pavone, sempre cotto, rivestito di piumaggi e coloratissima ruota, che dal becco sputava una fiamma.