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Archivio del Agosto, 2019

    
Inaugurazione dell’edicola di Sant’Andrea
Pubblicato il 30-08-2019

E’ tra le aiuole del piazzale Cardinal Consalvi antistante il Ponte Milvio. E’ un’edicola con la statua di Sant’Andrea e fu eretta dal papa Pio II per ricordare che proprio in questo luogo il 12 aprile 1462 aveva ricevuto dalle mani del cardinal Bessarione la testa del santo, proveniente da Patrasso.

La statua era coperta da un baldacchino che prometteva l’indulgenza plenaria a favore di quanti la visitassero, adorando per cinque volte Gesù e chiedendo l’intercessione del martire. Il baldacchino fu distrutto nel 1886 da un fulmine.

    
Il trasferimento della Scala Santa
Pubblicato il 23-08-2019

La scala più “santa” della terra si trova nell’edificio costruito da Domenico Fontana, di fronte al Palazzo Lateranense. Originariamente si dice che fosse nel palazzo di Ponzio Pilato a Gerusalemme e che Gesù Cristo vi sia salito e sceso tre volte.

Quando venne portata a Roma, fu collocata dapprima nell’antica sede dei papa, nel Patriarchio Lateranense, e sistemata dov’è ora solo nel 1589. Il trasferimento venne realizzato in una sola notte e per ogni gradino si tenne una processione. Il lavoro fu eseguito con tale rapidità che all’epoca si gridò al miracolo, anche se in questo caso a compierlo furono trecento manovali che per di più lavorarono gratis.

    
Via Capo le Case
Pubblicato il 16-08-2019

E’ la zona “ad caput domorum” dove, fino al Seicento, finivano le abitazioni e ci s’inoltrava nella campagna, tanto che era anche chiamata “inter hortos”; e si estendeva in tutta la linea di confine tra i rioni Colonna e Trevi.

Ora è solo un tratto di strada fino alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, che con questo appellativo riferito a siepi o macchie rievoca appunto la campagna un tempo circostante.

    
La prima pietra per il Vittoriano
Pubblicato il 09-08-2019

Nel 1878, immediatamente dopo la morte di Vittorio Emanuele II, il primo re dell’Italia unita, fu bandito un concorso internazionale per un monumento romano che commemorasse il Padre della Patria e l’Unificazione dell’Italia. Parteciparono 299 architetti con 223 progetti, ma quando la decisione finale del comitato cominciò a creare parecchie controversie, si decise di tenere una nuova competizione.

Il tema per il secondo round era molto più specifico del primo: il monumento doveva essere costruito sulle pendici del colle Capitolino, di fronte a via del Corso, e doveva riservare un posto d’onore alla statua ritratto del Re a cavallo. Vinse Giuseppe Sacconi e i lavori iniziarono nel 1885. Il monumento fu inaugurato solo nel 1911.

E’ stato spesso criticato per l’aspetto (soprattutto per lo stridente bianco e abbagliante calcare di botticino) tanto da essere paragonato a una torta nuziale, a una macchina da scrivere, a un calamaio, a una dentiera, a un catafalco.

    
Il Palio di Testaccio
Pubblicato il 07-08-2019

Un raro manoscritto del secolo XIV riporta l’organizzazione del palio di Testaccio, organizzato per le feste di Carnevale, e descrive come i caporioni nominati dal senato andassero in giro per i vari rioni accompagnati da un toro, con l’incarico di raccogliere le offerte di cibo necessarie alla festa: “Non se vedeva, se non fiaschi di vini de tutte le sorte, rosci et bianchi et sopresati saciccioni bolognesi cacicavalli pizze da pasta de provatura lengue vestute co’ li mazzi colarini…”.

Sin dal Medioeva, infatti, le feste di Carnevale acquisirono un carattere di solennità ufficiale, nonchè una grande importanza politica, tanto da essere regolate per secoli da veri statuti. Il popolo e le varie confederazioni di arti e mestieri partecipavano con entusiasmo all’organizzazione della “festa più grande del mondo”, cui assisteva lo stesso Pontefice.