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Archivio del Aprile, 2020

    
Il censimento delle prostitute
Pubblicato il 24-04-2020

Precisa testimonianza dell’entità numerica delle prostitute, sotto il pontificato di Clemente VII, la si rinviene nella Descriptio Urbis o Censimento Gnoli del 1526. Quasi non esiste pagina in cui non vengano registrate prostitute, facilmente riconoscibili dal nome e dal luogo di provenienza: Pantasilea aretina, Lucretia da Bologna, Claudia francesa, Leonarda portuguesa, Regina tedesca.

Altre donne erano identificate con nome patronimico e dall’aggettivo vedova, nubile oppure dall’arte esercitata: Zanina scoparola, Magdala albergatrice. Qualche volta il mestiere esercitato copriva l’effettiva attività di prostituta più remunerativa.

    
Piazza del Pasquino
Pubblicato il 17-04-2020

Sono tre le tesi che ruotano intorno al nome, originatosi all’inizio del Cinquecento.

La prima fa riferimento a un’osteria tenuta da mastro Pasquino in Parione (teoria riportata dallo scrittore Merlin Cocai).

La seconda parla di un sarto chiamato Pasquino che con i suoi garzoni parlava liberamente “in biasimo de’ fatti del papa e de’ cardinali, de’ prelati della Chiesa e de’ signori della Corte” (teoria di Antonio Tebaldo).

La terza cita la bottega del barbiere Pasquino divenuta centro di animate conversazioni, alimentate dall’arguzia del suo proprietario (teoria di Celio Secondo Curione).

    
L’arrivo di Cristina di Svezia
Pubblicato il 10-04-2020

Dopo aver abdicato nel 1654 per convertirsi al cattolicesimo, la regina di Svezia decise di trasferirsi in Italia. Arrivò a Roma accolta con grandi onori, entrando dalla Porta del Popolo e andando a risiedere a Palazzo Farnese. Dal 1688 si ritirò a Palazzo Corsini alla Lungara, dove morì nel 1689.

E’ una delle tre donne seppellite nella Basilica di San Pietro (le altre due sono: la contessa Matilda di Canossa e la contessa Maria Clementina Sobieski).

    
Villa della Farnesina
Pubblicato il 03-04-2020

Luogo di grandi amori è la Villa della Farnesina, che prende il nome dai Farnese, proprietari dal 1590 al 1704. La villa fu originariamente costruita come residenza del ricco banchiere senese Agostino Chigi, secondo un progetto di Baldassarre Peruzzi.

Fu luogo di ricchi ed opulenti banchetti e ricevimenti. Straordinari gli affreschi del palazzo. Celebre è la Galleria dipinta da Raffaello con le Storie di Amore e Psiche e la Sala della Galatea, così detta dall’affresco omonimo per il quale fece da modella la bella Imperia, amante del Chigi.