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Archivio del Giugno, 2020

    
Celebrazione della “Passatella”
Pubblicato il 26-06-2020

La passatella, tipico gioco da osteria di fine Ottocento, passatempo preferito dei bulli di Roma, aveva un suo cerimoniale aulico, imbottito di battute satiriche e allusioni sferzanti, che mandavano in bestia i permalosissimi bulli oggetto di scherno da parte dei rivali.

Nella Passatella si riversavano antichi rancori e rivalità, per cui il Padrone e il Sotto (il sottopadrone) si prendevano l’arbitrio di far bere gli amici e di lasciare “olmo”, cioè senza bere un goccio di vino, il loro avversario. Il gioco dava così adito a risentimenti e risse, che il più delle volte degeneravano in feroci coltellate.

    
Piazza Navona
Pubblicato il 19-06-2020

Una delle piazze più belle al mondo deve la sua forma stretta e allungata allo Stadio di Domiziano sul quale gradualmente è stata edificata.

Lo stadio, inaugurato nell’86 d.C. dal terzo imperatore della dinastia Flavia, era destinato solo a giochi atletici (gli Agoni Capitolini). Dopo il suo declino cominciato nel quinto secolo, l’arena, conosciuta come Campus Agonis, continuò ad essere il luogo ideale per giochi, giostre, festival e spettacoli.

Divenne sede anche di un mercato alla metà del Quattrocento, nel 1477, quando il suo stesso ruolo determinò il nome. Navona è una corruzione dell’espressione latina “in agone”.

    
La dimenica appresso de la Pasqua (Zanazzo)
Pubblicato il 12-06-2020

Giggi Zanazzo, grande poeta erede del Belli nel testimoniare usi e costumi del popolo romano, racconta come si trascorreva la domenica successiva alla Pasqua e alla Pasquetta:

La dimenica appresso de la Pasqua, co’ la somma che ciarimaneva de li sòrdi che ogni festàrola aveva cacciati, s’annava a fa’ un’antra scarozzata p’er Corso, e si ce scappava, un’antra magnata fòr de porta. Le lavannare, per annacce, mettono un grosso o un pavolo peromo a la sittimana. Quella de loro che arègge er mammone la chiameno la cassaròla. E quann’è er Divin’Amore, lei, siconno quanto ce trova in cassa, pensa a fà le cose co’ più sfarzo o meno sfarzo.

    
Il Gianicolo
Pubblicato il 05-06-2020

La passeggiata del Gianicolo permette di godere uno degli scorci più suggestivi sul centro storico di Roma, come ben sanno generazioni di coppiette, romantici e viaggiatori di ogni paese.

Grandi viali alberati attraversano la collina che domina Trastevere per confluire in piazzale Garibaldi, dove la terrazza panoramica fa perno intorno al monumento equestre dell’eroe dei due mondi, opera del tardo ottocento di Emilio Gallori.

Ai piedi della terrazza, il Parco Gianicolense degrada ripido ad est verso il Tevere.

La passeggiata panoramica muove verso sud, tra ali di busti di marmo raffiguranti illustri garibaldini, verso l’ampio e scenografico largo della Fontana dell’Acqua Paola, chiamata tradizionalmente “Fontanone”, eretta da Giovanni Fontana e Carlo Maderno per Papa Paolo V (1608 – 1612).

Poco più avanti la strada giunge sulla terrazza della bella chiesa di San Pietro in Montorio, nota per il tempietto rinascimentale del Bramante racchiuso nel cortile, modello di perfezione classica, storica meta di coppie che ufficializzano religiosamente la loro unione.