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Archivio del Luglio, 2020

    
Le “sassaiole” dei bulli
Pubblicato il 31-07-2020

Alla fine dell’Ottocento si combattevano fra rione e rione furiose battaglie con i sassi. Era uno sfogo, una valvola di sicurezza per calmare i bollenti spiriti dei bulli romani.

La sassaiola era il corrispettivo della moderna partita di calcio domenicale. Le squadre si affrontavano come in un campo di battaglia, si circondavano, si catturavano ostaggi da una riva all’altra del Tevere. Il campo di battaglia preferito era il Foro Romano, detto “Campo Vaccino”, intorno ad un abbeveratoio ricavato da una enorme vasca di granito, che fu poi destinata a fontana sotto i cavalli dei Dioscuri, sul Quirinale.

    
Finalmente le donne cantano
Pubblicato il 24-07-2020

Sul lungotevere Tor di Nona sorge un edificio quattrocentesco, prima utilizzato come carcere tristemente famoso per la sua durezza, poi ristrutturato e inaugurato nel 1669 come teatro.

All’ “Apollo“, questo il nome del teatro, spetta il vanto di aver fatto cantare il 29 aprile 1798 per la prima volta a Roma delle donne nei ruoli femminili affidati in precedenza ai “sopranisti”.

Il teatro fu demolito nel 1889 e lo ricorda sul parapetto fluviale una stele marmorea.

    
Via Frattina
Pubblicato il 17-07-2020

Via Frattina deve il suo nome al cardinal Farattini che decise, alla metà del Quattrocento, di ripavimentarla e di adeguarla esteticamente e funzionalmente alla parallela via dei Condotti.

    
L’ottavario del catechismo (Belli)
Pubblicato il 10-07-2020

“L’ottavario del catechismo”, scritta da Giuseppe Gioachino Belli, grande poeta romano, per il 30 marzo 1835, racconta con il solito guizzo ferocemente beffardo, cosa succedeva negli ultimi otto giorni di quaresima.

In parecchie chiese si usava fare la predica per spiegare il catechismo, ma, da allora fino all’avemaria si chiudevano, con sua somma tristezza, le osterie, i caffè e gli altri locali (“sti giorni è un giudìo chi ha sete”). Così il popolino di Belli protestava nel finale del suo sonetto:

Serrato indove se beve e se magna/ pe’ rabbia d’ozzio se va in chiesa; e Cristo/sempre quarche filetto lo guadagna.

    
La Bocca della Verità
Pubblicato il 03-07-2020

Per San Valentino, vale la pena fare una passeggiata nella zona dell’antico Foro Boario, dove spicca la chiesa di Santa Maria in Cosmedin, che nel suo portico conserva la famosa Bocca della Verità. E quello della “verità” potrebbe diventare un gioco divertente per gli innamorati.

Si tratta di una grossa pietra circolare raffigurante la testa di un fauno con la bocca spalancata. Si dice che chi giura il falso tenendo la mano in quella bocca, non sarebbe riuscito a tirarla fuori se non mozzata.