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Archivio del Agosto, 2020

    
Via dei Condotti
Pubblicato il 21-08-2020

La strada più bella di Roma corre dritta da via del Corso a piazza di Spagna tra lussuosi negozi e nobili palazzi che l’hanno resa famosa nel mondo.

Il suo nome rievoca un millennio di storia in rapporto ai “condotti” dell’acquedotto dell’Acqua Vergine qui installati nel 19 a.C. e ripristinati da Niccolò V a metà del Quattrocento per portare l’acqua a quella che sarebbe divenuta la Fontana di Trevi.

    
Er pranzo de Pasquetta (Zanazzo)
Pubblicato il 14-08-2020

Gigi Zanazzo, grande erede del Belli nel testimoniare usi e costumi del popolo romano, racconta la tradizione del pranzo del lunedì di Pasqua, rigorosamente ai Castelli Romani:

Se pranzava a Arbano, qui se beveva a garganella da pe’ tutte le bèttole indove c’era er vino bòno, e poi cantanno li stornelli se faceva a chi più cureva pe’ ritornà a Roma.
S’intenne che strada facenno s’aribbeveva a le Frattocchie, a le Capannèlle, a Tor de mèzza via; e da Bardinòtti, o a Porta San Giuvanni, se faceva la cusì detta bevuta de la staffa.
Pe’ strada siccome se faceva a cure co’ tutte le carozze, succedeveno sempre guai: o caroze sfasciate, o gente ferite o morte.
Arrivati a Roma, s’annava a pija er gelato ar Caffè de San Luviggi de’ Francesi o a quello de li Caprettari.

    
La Scalinata dell’Aracoeli
Pubblicato il 07-08-2020

Costruita nel 1348 da Lorenzo di Simone Andreozzi a spese del popolo romano come ringraziamento alla Vergine per aver salvato la città dalla peste, la Scalinata dell’Aracoeli sarebbe costata ben 5000 fiorini. Meta gettonata per la festa di San Valentino, la lunga scalinata è diventata una sorta di “scala santa” per la tradizione diffusa alla fine dell’Ottocento.

Sarebbe miracoloso salire le scale in ginocchio per le zitelle in cerca di marito. Così le ragazze, nel giorno del santo protettore degli innamorati, potrebbero affrontare la prova scortate dal fidanzato. Al di là di questo, dalla Scalinata si gode un magnifico panorama.

    
L’Isola Tiberina
Pubblicato il 06-08-2020

Per San Valentino, imperdibile la passeggiata all’Isola Tiberina, l’isola del Tevere, nata secondo un’antica leggenda nel 510 a.C., dai depositi di grano dei Tarquini che i romani gettarono nel fiume, misti a pietrame, per far affondare l’odiata famiglia etrusca, durante la cacciata dell’ultimo re della stirpe, Tarquinio il Superbo. Ma la quantità era tale che, ammassati l’uno sull’altro, formarono un terrapieno, primo nucleo dell’isola.

Il caratteristico aspetto di nave, l’isola l’avrebbe assunto in seguito per un ex voto. Roma, infatti, fu colpita da una pestilenza e poichè la medicina locale non era adeguata, si decise di ricorrere al dio Esculapio nel suo tempio di Epidauro con un’ambasceria su una nave. Questa tornò recando il serpente, simbolo del dio della medicina, il quale scivolò dalla nave e andò ad insediarsi sull’isola, segno che quella doveva diventare la sede prescelta dal dio per un tempio a lui dedicato. La nave si incagliò. Così sorse il tempio, e l’isola artificialmente ebbe la sagoma di una nave, i cui resti vennero inglobati nel travertino. Infatti, sulla punta a valle dovrebbe riconoscersi parte della prua con una figura di Esculapio, individuabile per il bastone con i serpente, e una testa di toro, probabilmente una bitta d’ormeggio.