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Archivio del Ottobre, 2020

    
Il miracolo del lumicino
Pubblicato il 30-10-2020

Una leggenda vuole che nel 1577, durante una piena del Tevere, un lumicino che ardeva sotto un’immagine della Madonna, collocata alla base del campanile di S. Giovanni Calibita (ospedale Fatebenefratelli), fosse sommerso dalle acque, rimanendo prodigiosamente acceso.

L’immagine, subito riconosciuta miracolosa, fu portata all’interno della chiesa, dove è ancora visibile. Al suo posto, un’altra Madonnella a ricordarne l’evento.

    
L’incendio delle Anime del Purgatorio
Pubblicato il 23-10-2020

Adiacente alla sagrestia della chiesa c’è il piccolo museo delle Anime del Purgatorio. Risale a un incendio che si verificò nella chiesa il 15 novembre 1897, sull’altare addobbato per una funzione religiosa in suffragio delle anime del Purgatorio: ai fedeli parve di scorgere tra le fiamme l’immagine di un volto sofferente che, spentosi l’incendio, rimase impresso sulla parete affumicata, sulla destra dell’altare.

Il sacerdote, rimasto impressionato dall’evento miracoloso, si dette alla raccolta di stoffe, breviari, tavolette e bibbie sulle quali apparivano impronte lasciate dalle anime purganti.

    
Via delle Zoccolette
Pubblicato il 16-10-2020

Zoccolette erano le orfane del Conservatorio dei Santi Clemente e Crescentino, che era ad angolo con via dei Pettinari e affacciava su via Giulia, di fianco alla grande fontana ora in piazza Trilussa; fu demolito nel 1888.

Le orfane venivano chiamate così perché una volta dimesse dall’istituto erano destinate a battere il marciapiede qualora non trovassero marito o una sistemazione presso qualche famiglia; erano predestinate a diventare “zoccole“, nome romanesco per indicare donne di malaffare.

    
La prima corsa in macchina
Pubblicato il 09-10-2020

Il 3 ottobre 1895 Roma registrò un evento che cambiò profondamente le sorti della città: la prima macchina a motore percorse tutto il rettifilo di via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia, tra la curiosità, la perplessità e l’esaltazione dei cittadini.

Si chiudeva l’era delle più pacate carrozze e dei carretti e si inaugurava quella del traffico e della confusione. Di sicuro via del Corso cambiava la sua fisionomia per sempre.

    
La Villa Medici
Pubblicato il 02-10-2020

Imperdibile meta per gli innamorati è Villa Medici, che porta questo nome da quando il cardinale Ferdinando de’ Medici l’acquistò nel 1540 dandogli l’assetto mantenuto fino ad oggi. Vanta alcune curiosità astrologiche: all’interno apre sui giardini una loggia con leoni che ricordano il cardinale nato sotto il segno del Leone; sul soffitto della camera centrale dell’appartamento nobile, al di sopra della loggia (visitabile su prenotazione), figure femminili ostentano attributi di pianeti, e nei pannelli sono raffigurati i segni zodiacali. Nell’insieme rappresentano una sorta di talismano che doveva proteggere il cardinale al quale era stato predetto un destino glorioso.

Nel bosco, secondo una leggenda, abita il fantasma di Valeria Messalina. L’imperatrice trascorreva qui notte di orge con il suo amante Silio, che giunse a sposare in segreto, mirando a far assassinare Claudio. Il suo tradimento fu svelato e Claudio ordinò che venisse uccisa. Racconta Tacito che lei cercò rifugio nel bosco, dove la raggiunse il tribuno Narciso, che la trafisse con il pugnale.