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Archivio del Novembre, 2020

    
Il prodigio del movimento degli occhi
Pubblicato il 27-11-2020

A due passi da Fontana di Trevi si può incontrare una Madonnella, famosa per il prodigio del movimento degli occhi avvenuto, come avvisa l’iscrizione latina ai suoi piedi, il 9 luglio 1796.

Poiché l’effigie continuava nei giorni seguenti a muovere gli occhi, fu allestito un processo per far deporre i testimoni oculari. Il primo testimone fu il marchese del Bufalo che affermò: “Le luci di ambedue gli occhi dell’immagine si muovevano e si elevavano al di sopra, tanto che, poco a poco e con moto lento, andavano quasi a nascondersi sotto le palpebre”.

    
Giotto a Roma
Pubblicato il 20-11-2020

Giotto arrivò a Roma nel 1300, chiamatovi per l’Anno Santo da papa Bonifacio VIII. La chiamata del pontefice lo costrinse a sospendere il lavoro ad Assisi nella chiesa superiore di San Francesco, dove stava affrescando la Leggenda di San Francesco.

Testimonianze della sua presenza a Roma sono: il Polittico Stefaneschi, eseguito per la basilica di San Pietro e oggi conservato nella Pinacoteca Vaticana; il frammento dell’affresco di San Giovanni in Laterano che ritrae Bonifacio VIII che indice l’inizio dell’anno giubilare.

Al pari di Dante nella poesia, Giotto portò a maturazione il processo di rinnovamento della lingua pittorica italiana.

    
Il processo del cadavere
Pubblicato il 13-11-2020

L’evento più famoso di cui fu teatro l’antica basilica fu il cosiddetto Processo del cadavere che avvenne nel febbraio 897. Il cadavere in questione era quello di papa Formoso (891-896), colpevole da vivo di aver favorito il partito filogermanico in opposizione a quello nazional-spoletino, tanto da incoronare imperatore Arnolfo e non Lamberto di Spoleto.

A istruire il processo fu il suo successore Stefano VI per espressa volontà di Agertrude, madre di Lamberto. Il cadavere del papa, in una macabra adunanza di cardinali e vescovi, strappato al sepolcro, fu abbigliato con paramenti pontifici e messo a sedere sul trono. L’avvocato di papa Stefano certificò all’orrenda mummia i capi d’accusa, mentre un giovane diacono tutto tremante fungeva da avvocato difensore.

Stefano chiese al morto con furia: “Come hai potuto, per la tua folle ambizione, usurpare il seggio apostolico?” L’avvocato di Formoso addusse qualcosa. Il cadavere fu riconosciuto colpevole e condannato: trascinato per Roma e gettato nel fiume.

    
La Villa Doria Pamphilj
Pubblicato il 06-11-2020

Per San Valentino, è consigliabile una passeggiata a Villa Doria Pamphilj. E’ il più grande parco di Roma, che risale al Seicento quando fu creato per Pamphilio Pamphilj nel 1630, sviluppandosi in tutto il suo splendore tra il 1640 e il 1664 con il principe Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X.

Ampliato nell’Ottocento, inglobando l’area del Villino dei Quattro Venti, subì danneggiamenti durante il bombardamento dei francesi, ma fu restaurato. Completamente distrutto, il Casino dei Quattro Venti fu sostituito dal monumentale arco che, da allora, è diventato l’ingresso principale.

L’edificio più bello è senz’altro il Palazzo delle statue ovvero del Bel Respiro e il Casino dell’Allegrezza, progettato da Alessandro Algardi, ed eretto tra il 1664 e il 1652. Un capolavoro barocco, ricco di splendide decorazioni.