Ti trovi su Home » Archivio: settembre 2017

Archivio del settembre, 2017

    
La prima Pasquinata storica
Pubblicato il 29-09-2017

La prima pasquinata datata risale al 13 agosto 1501 ed è indirizzata contro Alessandro VI, papa Borgia. Con mordace ambiguità fa riferimento allo stemma papale su cui era raffigurato un toro che spilluzzica un covone d’orzo: “Praedixi tibi, papa bos quod esses”. A seconda di come si sposta la virgola se ne può dare una triplice interpretazione: Ti predissi che saresti un papa bue; Ti predissi, o papa, che saresti un bue; Ti predissi, o bue, che saresti papa.

    
La celebrazione dei Santi Pietro e Paolo
Pubblicato il 22-09-2017

La celebrazione dei santi patroni di Roma inizia la sera del 28 giugno nella basilica di San Pietro con la statua di San Pietro vestita degli abiti pontificali. Si svolgono poi i cosiddetti “Vesperoni” o secondi vespri, solennizzati alla presenza del coro della Cappella Sistina. Quindi si ha la benedizione dei pallii, che sono conservati nell’omonima nicchia sotto l’altare della Confessione. I pallii vengono imposti dal papa a patriarchi, vescovi e metropoliti da lui nominati.

Nella stessa giornata tanto in San Pietro quanto in tutte le chiese cattoliche del mondo si raccoglie l’Obolo di San Pietro e l’intera somma viene consegnata personalmente al papa che l’amministra autonomamente.

    
Dea Pale
Pubblicato il 18-09-2017

Pale, o Pales, è un’antica divinità romana, protettrice delle greggi e dei pascoli, adorata da comunità pastorali che abitavano il colle Palatino. Il nome deriva dal termine latino palea, paglia. Poiché non si può esser certi se fosse una dea o un dio, la chiameremo semplicente divinità. Il calendario di Anzio riporta sia un dio che una dea con quel nome. Per alcuni è un dio, associato ad una paredra, ossia alla sua parte femminile, Palatua.

Il Palatino prende appunto il nome da questa divinità, la cui festa fu istituita da Romolo nel natalis Romae, il 21 aprile. La festa in suo onore prendeva il nome di Palilia o Parilia. Era questa una festa di purificazione delle greggi, in cui venivano dati alle fiamme mucchi di paglia, attraverso cui far passare poi il bestiame.

Così Ovidio, nei suo Fasti, parla della festività:

Dena quater memorant habuisse Parilia Romam,
cum flammae custos aede recepta dea est,
regis opus placidi, quo non metuentius ullum
numinis ingenium terra Sabina tulit.

Un tempio alla dea Pale fu costruito da Marco Attilio Regolo, affinché avesse successo contro i Salentini:

In hoc certamine victoriae pretium templum sibi pastoria Pales ultro poposcit.

    
La prima esposizione di teste
Pubblicato il 15-09-2017

Tra le tante notizie storiche pervenute, ce n’è una che ricorda il ponte Sant’Angelo come luogo adatto per esporvi, tra il 1480 e il 1500, i cadaveri dei condannati a morte, perché tutti potessero vedere e meditare prima di turbare la quiete cittadina, operando con la violenza e il delitto.

Durante l’anno santo del 1500 ebbe luogo la prima “esposizione” e pare che ben 18 impiccati furono appesi sul ponte, nove per ogni ingresso. E non finì lì. Altre forche e altre teste mozzate erano all’ordine del giorno, tanto che in seno al popolo nacque il commento proverbiale: “Ce so’ più teste mozze su le spallette, che meloni al mercato”.

    
Oudinot abbatte la Repubblica Romana
Pubblicato il 08-09-2017

Il tentativo di Mazzini di proclamare a Roma la fine del potere temporale della Chiesa, dando alla città una assemblea costituente che la unisse alle altre regioni d’Italia, fallì. La proclamata Repubblica Romana cadde quando le truppe borboniche e quelle francesi, alleate del papa, sconfissero Giuseppe Garibaldi.

L’intervento di corpi di spedizione francese, napoletano, spagnolo ed austriaco diede occasione al rifulgere di un nuovo spirito combattivo almeno nella minoranza, anche popolare, e non solamente borghese, che seguì Garibaldi nell’epica difesa del Gianicolo, dopo il primo vittorioso scontro di Porta Pertusa del 30 aprile. Ma l’attacco risoluto di Oudinot, il 29 giugno, travolse le difese accanite e Roma cadde il 3 luglio, mentre Garibaldi iniziava l’epica ritirata verso l’Adriatico.