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Archivio del Ottobre, 2019

    
Prima ipnosi collettiva
Pubblicato il 25-10-2019

Il 15 giugno del 1789 tutto il sangue blu della città eterna si era dato appuntamento in Villa Malta per assistere ad alcuni esercizi divinatori illustrati da un signore tanto affascinante quanto impenetrabile: Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro. Il “mago” prese tra le mani una colomba bianca e iniziò a carezzarla.

Di colpo, tutte le lampade persero vigore e nel salone del ricevimento piombò il buio. Tutti nella sale credettero di vedere la stessa scena: una folla inferocita attreversava le strade di Parigi e piombava sulla Bastiglia, faceva a pezzi le guardie e liberava i prigionieri. Poi, ancora, la folla assaliva Versailles e catturava il re. Cagliostro aveva sottoposto gli ospiti a un fenomeno di ipnosi collettiva. Ma attenzione! La Bastiglia verrà assaltata il 14 luglio dello stesso anno.

    
Piazza delle Coppelle
Pubblicato il 18-10-2019

Va spiegato il toponimo Coppelle: è di quelli che traggono origine dalla localizzazione dell’esercizio prevalente di un mestiere in una determinata zona. Nella vicina via delle Coppelle, all’inizio del Quattrocento, si erano insediati per l’appunto dei cupellari, fabbricanti di cupelle, barilotti contenenti dieci fogliette per il trasporto del vino. (Si sa che i romani non si lesinavano le bevute di cannellino, tant’è che presso Ripagrande c’è una chiesetta di S. Maria in Cappella che, nonostante la deformazione del titolo, trae origine da altri fabbricanti di cupelle che stavano anche nei dintorni).

    
La morte di Giuseppe Giocchino Belli
Pubblicato il 11-10-2019

E’ il grande poeta romano che con i suoi 2279 sonetti in romanesco ha raffigurato Roma tra il 1830 e il 1847 attraverso uno scenario realistico dei suoi difetti e dei suoi pregi. Non una magnificazione della città, ma una sorta di antimmagine della “capomunni” di un tempo, per come è caduta nella decadenza civile a causa di un governo pontificio che ha ridotto il centro della cristianità a una “Fajola indeggna”.

Morì nel 1863.

    
Feste e festini degli aristocratici
Pubblicato il 04-10-2019

Nella seconda metà del Settecento il Carnevale Romano richiama il fior fiore dell’aristocrazia europea, in onore della quale si moltiplicano feste e banchetti, gustosi e magnifici. Nei grandi palazzi, oltre ai balli in maschera, si gioca la bazzetta, il goffo, il faraone, la zecchinetta, e tanti altri giochi d’azzardo, durante i quali molti nobili si rovinarono, gettando al tavolo come posta intere e prestigiose residenze.

La cosa aveva raggiunto una tale gravità che il pontefice Benedetto XIV fu costretto ad intervenire con disposizioni severe per impedire ai giocatori, spesso anche alti prelati, di ridursi sul lastrico.

    
Il Carnevale del Regno d’Italia
Pubblicato il 04-10-2019

Con l’avvento del Regno d’Italia, la vecchia Roma papalina scompare, aumenta a dismisura il numero degli abitanti. I palii che si corrono per il Carnevale sono sempre più pericolosi per l’enorme afflusso di spettatori.

Gli incidenti mortali si moltiplicano e ad uno di questi assiste la stesse principoessa Margherita di Savoia dalle finestre del Palazzo Fiano sul Corsao. Con il 1884, i palii vengono soppressi e il vecchio carnevale romano si consegna alla storia.